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AAB con Fondazione ASM organizza una mostra collettiva sui social

 

L’ARTE BRESCIANA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS AAB – CREA UNA MOSTRA COLLETTIVA SUI SOCIAL

 

Si intitola “L’arte bresciana ai tempi del coronavirus” l’iniziativa promossa dall’Associazione Artisti Bresciani che dalla prossima settimana darà vita attraverso i social che l’AAB normalmente utilizza (Facebook, Instagram e sito Web) a una galleria virtuale, a una mostra collettiva in divenire, per offrire uno squarcio artistico a chi frequenta i social, una visibilità al lavoro indefesso degli artisti bresciani, un segno della presenza di AAB nella vita bresciana pur in momenti così difficili e complicati.

L’iniziativa è resa possibile anche da un contributo di Fondazione Asm che AAB ha ottenuto nell’ambito del bando che finanzia iniziative e pratiche di comunità.

L’AAB in questi giorni ha scritto a tutti i propri soci artisti, agli allievi dei propri corsi d’arte, e si rivolge alla generalità degli artisti bresciani per chiedere che inoltrino alla segreteria dell’AAB (info@aab.bs.it) la fotografia di una loro opera recente indicando nome e cognome dell’autore, titolo, tecnica e dimensioni dell’opera.

Sarà cura della segreteria di AAB procedere alla pubblicazione scaglionata di queste opere sui social network.

 

“La cessazione di tutte le attività dell’AAB (mostre, corsi, conferenze) fin dall’inizio dell’epidemia di coronavirus è un atto doveroso – sottolinea il presidente Massimo Tedeschi – ma anche una decisione dolorosa per un’associazione che dal 1945 ha offerto ininterrottamente alla città iniziative e occasioni di cultura”.

 

In attesa di varare iniziative che possano celebrare la fine della tragica esperienza che Brescia sta vivendo, l’iniziativa “L’arte bresciana ai tempi del coronavirus” – conclude Tedeschi – “tiene viva una presenza di arte, creatività, bellezza attraverso i social network, pur in una fase difficile e dolorosa come quella attuale”.

 

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Quando sarà possibile verranno comunicate le nuove iniziative dell’AAB

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A seguito del DPCM all’AAB sono sospesi corsi e conferenze. Invece si possono visitare le mostre perché tale attività non crea assembramenti.

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L’Associazione Nazionale Donne Elettrici martedì 18 febbraio 2020 ore 17.30 promuove l’incontro presso l’AAB sul tema“Gesù amico delle donne” riscoperta delle figure femminili nei vangeli.

Intervengono:

  • Padre Fiorenzo Emilio Reati
  • Professoressa Elisabetta Selmi

Qui la locandina dell’evento

Locandina ANDE

Ingresso libero

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All’AAB, con l’autrice Costanza Lunardi dialoga Massimo Tedeschi, giornalista, presidente dell’AAB per la presentazione del libro edito da Liberedizioni

Bastava l’albero, edito da LiberEdizioni, riunisce una buona parte delle oltre trecento puntate degli “Incontri nel verde”, la seguitissima rubrica domenicale che Costanza Lunardi tiene sulle pagine bresciane del Corriere della Sera.

Questi brevi testi racchiudono un caleidoscopio vegetale alimentato da scienza, passione, viaggi, simpatie e antipatie personali, buone letture e ottime frequentazioni dell’autrice con chi ha dedicato alla natura importanti pezzi della propria vita.

Il titolo del libro – che è corredato da alcuni pastelli di Franco Piavoli - si riferisce a una frase di padre Alex Zanotelli, pronunciata celebrando la messa all’ombra di un grande ippocastano nell’eremo di Betania: “Non serviva costruire chiese – ha detto il padre comboniano – bastavano gli alberi”.

Il libro insegna a guardare con occhi nuovi i tesori vegetali da cui siamo circondati, a sintonizzarci con loro, a coglierne i suoni, i profumi, i colori. E la sommessa bellezza.

 

Costanza Lunardi, giornalista e scrittrice, vive nell’entroterra morenico del lago di Garda. Ha insegnato Lettere al liceo. Da sempre ambientalista impegnata, collabora con le riviste AB – Atlante Bresciano, Gardenia, Luoghi dell’Infinito e firma la rubrica “Incontri nel verde” sulle pagine bresciane del Corriere della Sera. È autrice dei testi del libro “Il falco e la rosa” (Grafo, 2005), vincitore del premio speciale della giuria nell’edizione 2005 del Premio Grinzane Giardini botanici Handbury, del volume “La verità dei luoghi” (Pontegobbo, 2011), raccolta di incontri con i maggiori scrittori e poeti contemporanei nella relazione con il paesaggio, e dei testi del libro “La pietra e l’acqua” (Grafo 2018) sulla Riserva Naturale di Manerba.

 

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All’AAB  la mostra “Le opere d’arte della Fondazione Casa di Dio” rimane aperta dal martedì alla domenica, dalle 16.00 alle 19.30 (chiuso i giorni di Natale e del 1° gennaio; martedì 31 dicembre chiusura alle 18.00).

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In occasione della mostra “Le Opere d’Arte della Fondazione Casa di Dio” sono in programma all’AAB tre importanti eventi.

 

martedì 10 dicembre ore 18

Conferenza: La Liberalità ieri e oggi. Valori e opportunità”

Relatori: Irene Marchina (presidente Fondazione Casa di Dio), Sergio Onger (presidente Ateneo) Felice Scalvini (presidente Fondazione ASM) Michele De Tavonatti (presidente Ordine Commercialisti); coordina Massimo Tedeschi (presidente AAB)

In una stagione in cui la munificenza privata nei confronti di enti che si occupano di bisogni, fragilità e marginalità conosce nuove sfide, il fatto di proporre immagini che parlano di benefattori del passato rappresenta un’occasione per ricordare le radici della generosità bresciana, le sue molteplici manifestazioni, le sue lezioni per l’oggi.

 

giovedì 12 dicembre ore 18

Conferenza:Opere d’Arte della Fondazione Casa di Dio”

Relatori: Elisa Bassini, Luigi Capretti, Francesco De Leonardis

L’AAB ha iniziato tre anni fa un percorso di studi e di mostre dedicato a L’Ottocento e il Novecento nelle collezioni istituzionali bresciane. Fondazione Casa di Dio è impegnata da tempo – grazie al contributo di numerosi sponsor – nel restauro, nello studio, nella valorizzazione del vasto patrimonio artistico di proprietà. L’incontro fra questi due percorsi è risultato naturale, significativo, appassionante.

 

sabato 14 dicembre ore 18

Concerto: “P.Chimeri, maestro di canto delle orfanelle”

Interpreti: Ensemble vocale femminile Sifnos diretto da Gloria Busi; Caterina Goglione, pianoforte; Gisella Liberini, soprano; Giuseppe Laffranchini, violoncello; introduce Mariella Sala, musicologa.

 Il programma prevede musiche di Paolo Chimeri, G. Facchinetti, E. Elgar, F. Kreisler.

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All’AAB da venerdì 15 novembre 2019 ore 18 quattro conferenze su Wright, Le Corbusier, Aalto, Mies van der Rohe

 

ALLE RADICI DEL MODERNO. L’ARCHITETTURA DEI GRANDI MAESTRI

4 conferenze all’AAB – vicolo delle stelle, 4 Brescia

dalle ore 18 alle 19.30

-      15 novembre 2019  Frank Lloyd Wright (Alessandro Brodini, Università Firenze)

-      22 novembre 2019 Le Corbusier (Alessandro Brodini, Università Firenze)

-      29 novembre 2019 Alvar Aalto (Luca Placci, Università di Firenze)

-      6 dicembre 2019 Mies van der Rohe (Emanuela Ferretti, Università Firenze)

 

 

 

 

 

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Mercoledì 16: il Rosso, Mercoledì 23: il Giallo (e l’Oro e il Verde), Mercoledì 30 Ottobre: il Bianco e il Nero

In che modo ci muoviamo nella società contemporanea, vera e propria foresta piena di segni che ormai decodifichiamo con l’automatismo cui internet e la televisione ci hanno inconsapevolmente abituato?

Gli incontri proposti cercheranno di dare una risposta a questo quesito tracciando la storia di alcuni colori attraverso la narrazione del loro impiego nelle società antiche e in quelle moderne e del diverso valore loro attribuito. Il nostro ambiente percettivo è l’insieme delle competenze storiche, sociali, tecniche in cui viviamo e le idee cromatiche della società industrializzata in fondo non sono che tentativi di razionalizzare il colore.

Tutte le società hanno infatti costruito sistemi simbolici in cui il colore occupava un posto rilevante: da sempre il rosso allude al sangue e alla Passione di Cristo, il blu ci fa pensare al manto della Madonna, il nero (od il suo opposto, il bianco, nelle società arcaiche) al lutto, il giallo alla vita ma è anche un colore che è stato utilizzato per separare e perseguitare (ricordiamo, ad esempio, i segni distintivi degli ebrei).

La conoscenza della storia dei colori e della loro diversa percezione a seconda delle varie epoche sarà il filo rosso che ci condurrà ad osservarne cambiamenti e curiosità così da renderci più consapevoli del mondo che ci circonda imparando a leggerne i segni ma se la sensazione del colore è fisica, la sua percezione è culturale: la fisiologia determina ciò che vediamo, la cultura come lo chiamiamo.

  • Mercoledì 16 Ottobre: il Rosso
  • Mercoledì 23 Ottobre: il Giallo (ma anche l’Oro e il Verde)
  • Mercoledì 30 Ottobre: il Bianco e il Nero

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Alle ore 18 Baratto con “Lascio che l’ombra” giovedì 26 settembre; Gandolfini con “Teresa, tua nonostante tutto” venerdì 27.

 

Giovedì 26  settembre 2019 alle ore 18 viene presentato all’AAB il nuovo romanzo di PAOLA BARATTO “Lascio che l’ombra“. Intervengono Claudio Baroni e  Piera Maculotti.

Venerdì 27  settembre 2019 alle ore 18 viene presentato all’AAB il nuovo romanzo di ENRICO GANDOLFINI “Teresa, tua nonostante tutto“. Con l’autore dialoga Piera Maculotti.

 

Di seguito, alcune informazioni sugli autori e sulle rispettive opere.

PAOLA BARATTO “Lascio che l’ombra” – manni editore (www.paolabaratto.it)

Aris Dal Pozzo, docente di Antropologia e Sociologia e autore di numerosi libri, è scomparso. Le ricerche non hanno condotto a nulla e ormai i media non parlano più del caso.
Tre anni dopo la sparizione, Giulia torna nell’antico borgo di campagna dove la vecchia casa di famiglia confina con quella di Aris.Anche Giulia è scrittrice. E nella cittadina svolge la sua indagine privata. Incontra i vecchi amici di Aris ed in particolare uno, il vecchio professor Console, ossessionato dal mistero insoluto sul quale entrambi hanno maturato un’ipotesi folle e seducente.Tra sfumature noir e testi di alchimisti del Cinquecento, un romanzo che riflette sulla progressiva perdita di visibilità e ruolo della figura dell’intellettuale.

 

Paola Baratto nasce a Brescia, all’inizio degli anni Ottanta comincia, come tanti, a scrivere poesie. Ottiene alcune segnalazioni in concorsi minori,che rappresentano, se non altro, lo stimolo per proseguire.
I primi tentativi in prosa (racconti ed un paio di romanzi) restano nel cassetto.

L’idea di quello che sarà il primo romanzo ad essere pubblicato, “La cruna del Lago – Tír na n Og”, nasce durante un viaggio in Irlanda nell’estate del 1989, stimolato dalla passione per la musica irlandese. L’opera viene completata nel 1993. In mezzo c’è stata una seconda – e più lunga – permanenza in Irlanda, in particolare a Dingle e Killarney (dove si svolge il racconto).Per la pubblicazione l’autrice si affida ad un piccolo, ma serio editore bresciano, “Ermione”, che sino a quel momento aveva prodotto saggi di argomento locale e che con “La cruna del lago” inaugura la collana di narrativa. Il romanzo esce nel maggio 1994.Nel 1995  inizia una collaborazione con la pagina culturale del “Giornale di Brescia”, quotidiano per il quale ancora oggi scrive elzeviri. Diventa giornalista pubblicista.
Nel 1998 pubblica la fiaba d’ambientazione gallese “Mac y Moc cantava i sogni” in occasione dell’edizione inaugurale del festival Brescia Music Art, del quale è direttore artistico Omar Pedrini (leader del complesso rock Timoria).

Nell’ottobre dello stesso anno la Baratto pubblica il suo secondo romanzo, intitolato “Finisterre”: un racconto surreale ambientato in Inghilterra, nel Dartmoor. L’editore è Zanetti di Montichiari.
Sempre nel 1998, in novembre, esce un suo contributo letterario su Montisola, nella guida “Il Sebino e la Franciacorta” edita da Corbo e Fiore (Venezia).
Nel novembre 2000 Paola Baratto pubblica il terzo romanzo, “Di carta e di luce”, sempre per l’editore Zanetti.Nel 2002 lo stesso Zanetti – stimolato, anche, dai significativi riscontri di critica ottenuti da “Di carta e di luce” – fa uscire nella sua collana letteraria “Parole in viaggio”, intervista alla Baratto realizzata da Artemisia Botturi Bonini. Una conversazione che, dopo domande e risposte sul romanzo che l’ha ispirata, si allarga a temi di carattere più generale.
È maturo il momento di ampliare l’orizzonte di riferimento e Paola Baratto entra nel catalogo della Manni, editrice che nel novembre 2005 pubblica il suo quarto romanzo intitolato 
“Solo pioggia e jazz”. Nell’aprile 2007 è sempre Manni a dare alle stampe “Carne della mia carne”, il quinto romanzo, con al centro il tema del precariato, accolto ancora una volta da positivi riscontri di critica.
Ed è ancora Manni, nel febbraio 2010, a pubblicare 
“Saluti dall’esilio”, il sesto romanzo di Paola Baratto. Tra le varie presentazioni pubbliche ve n’è anche una, ad opera di Giorgio Luzzi, al Salone del libro di Torino.
Alla fine del 2011, il Giornale di Brescia affida a Paola Baratto “Conosci Brescia?”, appuntamento bisettimanale che (sul modello di “Conosci Parigi?”, rubrica che venne tenuta da Raymond Queneau su “L’Intransigeant” nella seconda metà degli anni Trenta) guida alla scoperta della città, tra storia e aneddoti.

Nell’ottobre 2014 , nuovamente per Manni, arriva “Giardini d’inverno”: >dodici racconti, che sfiorano il registro poetico, per dodici personaggi, che con i loro frammenti di vita vanno a comporre – come in un mosaico – una sorta di piccolo romanzo. Dal libro viene tratto uno spettacolo teatrale, per la regia di Sara Poli, che debutta nella serra del giardino botanico Heller, a Gardone Riviera, il 25 e 26 settembre 2015. Interpreti: Isabella Bordoni, Laura Mantovi, Alessandro Mor e Daniele Squassina. Produzione: Progetti e regie.Nell’agosto 2016 l’editore Manni pubblica “Tra nevi ingenue”, una nuova raccolta di racconti, dodici, intervallati da cinque “gouache”. Il tema unificante è quello dei luoghi.Nel giugno 2019, a quasi dieci anni dal precedente, Paola Baratto pubblica un nuovo romanzo: “Lascio che l’ombra” (Manni). Tra sfumature noir e testi di alchimisti del Cinquecento, un libro che riflette sulla progressiva perdita di visibilità e ruolo della figura dell’intellettuale.

 

ENRICO GANDOLFINI “Teresa, tua nonostante tutto” – europa edizioni

 

Galeotto fu l’Alzheimer… o forse il temporale. Probabilmente fu quel documento. No, non è esatto. Galeotto fu ogni singolo istante dal momento in cui Alberto decise di uscire quella sera, incerto se prendere il cappotto oppure no. È da lì che si snoda il gomitolo delle vicende che lo porteranno a capire e a trovare persino di più di tutto quello che nella sua vita aveva voluto capire e trovare. Perché sua madre era sparita quando aveva pochi mesi? Perché lui non si fidava dell’amore? Davvero la vita è tutta lavoro e regole da seguire? Alberto capirà, eccome se capirà, e imparerà che nella vita c’è molto, molto di più di quello che a prima vista appare. Un romanzo scritto in modo ineccepibile, con uno stile pacato che riesce, tuttavia, a coinvolgere completamente, dove i personaggi intersecano continuamente le proprie vie. A volte senza riconoscersi.

Enrico Gandolfini nasce a Brescia il 1 gennaio 1948, città nella quale tuttora vive con la moglie e due figli. Studi classici, laurea in giurisprudenza, giornalista pubblicista, bancario in pensione e, ora, scrittore per passione e vocazione. Da anni, l’Autore si dedica a opere di volontariato sociale, dirigendo un’associazione di aiuto agli anziani. Il nostro scrittore è giunto alla sua decima opera. Le prime cinque, Il Viaggio (2005), Nitrato d’argento (2006), La caverna dell’orso (2007), Quando gli ulivi scendevano a mare (2009) e il giallo Polacca in La bemolle maggiore (2011), sono edite dall’editore bresciano Marco Serra Tarantola Editore. Le successive tre, Donna Carmela Pezzullo vedova Fiorito (2013), Quando verrà il momento (2015), e Sottobraccio (2016), sono edite dalla BookSprint Edizioni. L’opera Delitto in La, edito da Liberedizioni, è una revisione del giallo Polacca in La bemolle maggiore. La presente Teresa, tua nonostante tutto è edita da Europa Edizioni.

 

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