Mostre


“La stagione di Elvira Cassa Salvi

Viaggio a Brescia nell’arte del secondo dopoguerra (1957-1974)”

 

L’AAB ha inaugurato sabato 23 settembre alle ore 18, nella sede di vicolo delle Stelle 4, la mostra curata da Mauro Corradini dal titolo:

“La stagione di Elvira Cassa Salvi. Viaggio a Brescia nell’arte del secondo dopoguerra (1957-1974)”.

In mostra 47 opere di grandi autori prediletti dalla “signora della critica” bresciana.

In catalogo testi di Corradini, Tino Bino e Massimo Minini.

La mostra rimarrà aperta fino al 18 ottobre 2017

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ACCIAI

Mostra di Elio Uberti all’AAB dal 2  al 20 settembre 2017

 

                Sabato 2 settembre 2017 alle ore 18, nella sede dell’Associazione Artisti Bresciani in vicolo delle Stelle n. 4 a Brescia, è stata inaugurata la mostra  delle opere dell’artista Elio Uberti dal titolo Acciai, promossa dall’Associazione Amici dell’AAB. Elio Uberti (Monterotondo di Passirano – Brescia, 1952) è allievo nei corsi di pittura all’AAB sotto la guida del maestro Enrico Schinetti. Nel suo percorso artistico, la sperimentazione e l’utilizzo di vari materiali (metalli, pietra, plastica, legno, tessuti) lo portano da una pittura di tipo tradizionale e figurativo ad un linguaggio originale che si sviluppa in una posizione intermedia tra naturalismo e astrattismo. La tecnica come arte è una delle chiavi di lettura della poetica pittorica di Elio Uberti, scrive Afredo Pasotti. La sua produzione artistica è, prima di tutto, una tecnica, inventività e cura artigianale di ogni passo dell’esecuzione, di ogni dettaglio. La sua vita passata a stretto contatto con imprese di produzione metallurgica, si riverbera chiaramente nello splendore dei colori e nel dominio delle forme della sua opera, specialmente quella più recente, in cui è riuscito a combinare la nobiltà dell’acciaio con la malleabilità dell’alluminio e con gli incredibili effetti di policromia della plastica. Ogni elemento – osserva Giovanna Galli, curatrice della mostra –  trova una collocazione di identica dignità all’interno di opere in cui Uberti utilizza i colori, la luce, i riflessi, le trasparenze, le forme in una ricerca costante di armonie cromatiche e geometriche, sviluppando una poetica che si sofferma in uno spazio in bilico fra la materia e il vuoto, fra la luce e l’ombra, fra il piccolo e il grande, tra il fisico e lo spirituale. Opere che a volte sembrano palpitare di una vitalità organica e in cui ci pare risuonino gli echi più remoti e persistenti di un senso panico della bellezza che ha radici in un tempo insieme vicinissimo e lontanissimo.   La mostra rimarrà aperta fino al 20 settembre, con orario dal martedì alla domenica, dalle 16 alle 19,30.

In sede è disponibile il catalogo.

Per l’Associazione Amici dell’AAB

Dino Santina

 

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La sede dell’Associazione Artisti Bresciani rimarrà chiusa per le consuete ferie estive da domenica 23 luglio a lunedì 21 agosto compresi.

Da martedì 22 agosto  l’AAB sarà aperta dalle ore 16 alle ore 18, domenica chiuso. Dal 29 agosto si riprende con i consueti orari dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19.30

 

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In mostra all’AAB dal 1° al 22 luglio tredici sculture realizzate

da artisti internazionali e docenti dello storico istituto di Rezzato

 

Tredici opere in marmo di Botticino realizzate da artisti internazionali e dai docenti di scultura della Scuola Rodolfo Vantini di Rezzato saranno esposte dal 1° al 22 luglio negli spazi dell’AAB (Associazione Artisti Bresciani) in occasione della rassegna “Inside the Lab”.

“Inside the Lab” è un progetto che nasce da una manifestazione importante, la terza edizione del  Simposio Internazionale di Scultura, tenutosi lo scorso ottobre alla Scuola Rodolfo Vantini. La Scuola delle arti e della Formazione Professionale Rodolfo Vantini, grazie al contributo della Regione Lombardia,della Fondazione Comunità Bresciana e con il sostegno di alcune realtà imprenditoriali del territorio (RUB –Rubinetterie Bonomi, Meccanica Pierre, Cooperativa Operai Cavatori e Asimpre) ha indetto anche questa edizione del Simposio Internazionale di Scultura dedicato alla figura del Vantini, per la realizzazione di un’opera di scultura realizzata in marmo di Botticino.

Dall’1 al 22 luglio, nella sede dell’AAB in vicolo delle Stelle 4 a Brescia, il pubblico potrà così ammirare dieci sculture realizzate dagli artisti selezionati attraverso un bando internazionale e che hanno partecipato al Simposio (Aurora Avvantaggiato, Gianandrea Blesio, Leonardo Cannistrà, Pierluigi Dander, Levende Fekete, Maria Krasnodebska, Pietro Maccioni, Silvia Maffioli, Giovanni Melchiorre, Daria Zyablitseva) e tre realizzate dagli insegnanti di scultura dell’istituto bresciano.

La Scuola, fondata nel 1839 per volere dell’architetto Rodolfo Vantini, esponente simbolo del movimento neoclassico italiano, e divenuto nel tempo portavoce di una tradizione e di una cultura millenaria per questo territorio, tramanda con la scultura, l’estrazione e la lavorazione della pietra,  i segreti e le tradizioni di un’attività che da sempre caratterizza la Via del Marmo bresciana.

Inside the Lab diviene una possibilità per entrare all’interno di questa culla di tradizioni e valori, per venire a  contatto con l’arte del territorio, un modo per conoscere a fondo quel  nobile “saper fare” che caratterizza parte della nostra identità culturale.

L’inaugurazione di “Inside the Lab” è in programma sabato 1° luglio alle 18.00.

 

 

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Sabato 17 giugno alle ore 18 nella sede dell’Associazione Artisti Bresciani, in vicolo delle Stelle n. 4, è stata inaugurata la mostra degli elaborati degli allievi partecipanti ai corsi di:

- pittura e grafica, ornato figura e pittura, tenuti dal maestro Enrico Schinetti,

- acquerello, tenuto dal maestro Giuseppe Gallizioli

- scultura, tenuto dal maestro Pietro Maccioni

La mostra durerà fino a mercoledì 28giugno, con il consueto orario dal martedì alla domenica, dalle ore 16 alle ore 19,30.

Nel corso della serata sono stati distribuiti a tutti i partecipanti gli attestati di frequenza, compresi quelli di storia dell’arte tenuti dalla professoressa Ida Gianfranceschi.

L’AAB tradizionalmente, fin dai tempi della sua fondazione, gestisce una scuola molto frequentata e apprezzata per la sua serietà, in cui hanno insegnato autorevoli rappresentanti dell’arte bresciana e si sono formate numerose generazioni di artisti locali.

La mostra dei lavori degli alunni dei corsi d’arte è l’occasione per loro per misurarsi con i giudizi del pubblico e per confermare la qualità a cui i corsi dell’AAB sanno portare i propri allievi.

 

Massimo Tedeschi

presidente dell’AAB

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ALL’AAB AL VIA LA TERZA E ULTIMA SEZIONE

DI “RICOGNIZIONE”

LA MOSTRA RISERVATA AI SOCI ARTISTI

RESTERA’ APERTA DAL 3 AL 14 GIUGNO

 

Al via, sabato 3 giugno alle ore 18, la terza e ultima sezione di “Ricognizione”

Ricognizione 2016 – 2017 rappresenta la ventiduesima edizione di questo fortunato appuntamento, ormai diventato tradizione nella vita dell’Associazione Artisti Bresciani: un evento che offre l’opportunità a tutti i soci dell’Aab che lo desiderano di esporre i risultati più recenti della propria ricerca espressiva, pittorica o scultorea che sia, di confrontarsi con altri artisti, di misurarsi con i giudizi del pubblico anche in un contesto meno formale e meno impegnativo rispetto a quello di una personale.

La mostra collettiva riunisce quest’anno 45 artisti che presentano, nel complesso, 83 opere. Salgono così a 482 gli artisti che hanno esposto almeno una volta proprie opere in questa rassegna che si conferma – per continuità e longevità – un punto di riferimento per Brescia e provincia. L’alta adesione ha indotto anche stavolta a scandire l’esposizione in tre sezioni di due settimane l’una, all’interno delle quali gli artisti sono riuniti e organizzati in ordine alfabetico.

La terza e ultima sezione si aprirà il 3 giugno e sarà visitabile fino al 14 giugno, nella sede di Vicolo delle Stelle 4, secondo i consueti orari dell’Aab, dal martedì alla domenica, dalle 16 alle 19.30.

In questa sezione saranno esposte 28 opere di 15 artisti: Maurizio Marini, Livia Giovanna Marpicati, Manuela Marziali, Laura Massardi, Renato Mazza, Aurelio Nolli, Lionella Parolari, Delia Perini, Sergio Perini, Giovanni Pollini, Franco Quadrino, Stefano Reale, Fabio Speltoni, Federico Tinti, Pietro Vallone.

Il catalogo è lo strumento per vedere riunite le opere di tutte le sezioni (una o due per ogni autore) e per abbracciare con un solo sguardo la varietà della produzione dei nostri soci che comprende opere legate alla tradizione figurativa e altre di taglio più sperimentale, tele e sculture, oli e acrilici. Una varietà di stili e di generi che conferma, una volta di più, la vitalità dell’espressione artistica che in Aab trova un laboratorio, una vetrina, un luogo di confronto e approfondimento.

Confermando le novità della scorsa edizione, anche quest’anno è prevista l’esposizione dell’opera di un artista ospite. Stavolta la scelta è caduta su Romeo Bellucci (1923-2015), un artista che ha vissuto gran parte della sua vita a Gussago, un autentico cantore delle cose semplici, delle atmosfere della nostra terra, che si formò nel primissimo dopoguerra proprio ai corsi dell’Aab, tenuti da Emilio Rizzi, e poi condividendo la ricerca di altri autori come Angelo Fiessi e Bruno degli Innocenti. Maestro a sua volta, Bellucci s’è contraddistinto per il delicato paesaggismo (temi prediletti la Franciacorta e le torbiere) ma anche per le figure enigmatiche in cui si rispecchiavano i suoi interrogativi, le sue meditazioni.

Anche questa edizione di Ricognizione, poi, dà risalto al lavoro di un’artista che frequenta i corsi dell’Aab, e in particolare il corso di acquarello. La scelta del docente, il maestro Giuseppe Gallizioli, è caduta quest’anno su Romilda Tosi che ha dunque l’opportunità di esporre un proprio lavoro accanto a quelli degli altri soci, mostrando il livello raggiunto da lei personalmente e più in generale da un buon numero di partecipanti alle attività formative dell’Associazione.

 

 

 

 

 

 

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Sabato 8 aprile alle ore 18 nella sede dell’AAB, in vicolo delle Stelle 4, verrà inaugurata la mostra Antonio, Olves, Oscar: il Novecento dei Di Prata, curata da Fausto Lorenzi. L’esposizione, che si inserisce nella serie “Curricula”, è organizzata in collaborazione con alcuni familiari dei tre Di Prata e permette di ripercorrere l’attività di tre tra le figure più rappresentative dell’arte bresciana del XX secolo.

 

I fratelli Oscar Di Prata (1910-2006) e Olves Di Prata (1912-1999) e il cugino Antonio Di Prata (1907-1952), nati e cresciuti a Brescia da famiglie originarie della località Prata in Friuli, sono stati accomunati dalla pratica artistica a livello professionale, ma hanno avuto linguaggi e percorsi molto difformi. Tutti e tre hanno lasciato tracce assai significative nel Novecento bresciano: nessuno di loro è stato vernacolare, tutti e tre si sono misurati con direttive di stile, ricerche e inquietudini nazionali o internazionali.

 

Scrive il curatore Fausto Lorenzi nel prestigioso catalogo che accompagna la mostra: «Oscar ebbe una lunghissima presenza di assoluto rilievo nella comunità bresciana per orientamenti pittorici, dibattito pubblico, intensa pubblicistica, commesse di rilievo quale prolifico frescante e creatore di vetrate di moltissime chiese bresciane. Fu anche, nei primi anni Sessanta, il primo presidente della sezione bresciana dell’Ucai, l’Unione cattolica artisti italiani, che ebbe sede espositiva alla Piccola Galleria di via Pace. In tutte le trasformazioni del suo percorso espressivo volle sempre riversare sulla tela gli scatti e i dubbi della coscienza, vivere e farci vivere segni e colori non solo come emozioni ma come sentenze morali. Il fratello Olves, soprattutto scultore, fu più appartato e reticente, anarchico e discontinuo, insofferente a qualsiasi conventicola o accademia, ma ebbe comunque ruolo non marginale e ostinate sperimentazioni nella seconda metà del secolo scorso, cercando sempre il primordiale, dall’antigrazioso alla volontà di restituire pregnanza arcaica alla scultura, dalle spigolosità postcubiste alle forme sinuose, in una interpretazione in conflitto, aspra e morbida insieme. Il cugino Antonio scomparve troppo presto a 44 anni: mantenne una sua ricerca di composta modernità figurativa, entro un naturalismo lombardo di evidenza concreta, vitale e commossa, nella ponderatezza della pennellata di placida e luminosa sobrietà sintetica con cui partecipò al clima novecentesco, in un ordine di affetti domestici e di idilli campagnoli e lacustri, distinguendosi per la temperata tensione sensoriale nella rievocazione sognante, nella corposa dolcezza.»

 

L’esposizione rimarrà aperta fino al 3 maggio con orario dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19,30. L’ingresso è libero. Il catalogo è disponibile in sede.

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Dopo il successo della mostra di quadri, sculture e incisioni messe a disposizione da 22 artisti o loro eredi per sostenere l’attività dell’Aab, l’Associazione ha deciso di prolungare sul web una parte della mostra.

 

Chi lo desidera, o non ha potuto recarsi presso la sede di vicolo delle Stelle nei tre giorni dell’esposizione, ha dunque la possibilità di vedere una riproduzione dell’opera esposta, la relativa descrizione e l’indicazione dell’offerta consigliata.

 

Questa mostra “virtuale” rientra nelle iniziative messe in campo per sostenere l’Associazione e le sue iniziative artistiche, formative, culturali.

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Con la partecipazione di Zanetti arte www.zanettiarte.com

 

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fronte invitoSabato 11 marzo alle ore 18 nella sede dell’AAB, in vicolo delle Stelle 4, verrà inaugurata la mostra Giovani presenze nella ricerca artistica a Brescia. Le Accademie. 1. LABA. Lo sguardo oltre, curata da Giovanna Magri e Lucrezia Di Carne. L’esposizione si inserisce nella serie “Giovani presenze”, giunta alla diciassettesima edizione: un traguardo certamente significativo dell’impegno che l’Associazione Artisti Bresciani riserva a esordienti di particolari attitudini, con le loro creazioni sperimentali e innovative.

Il 2017 presenta una novità e inaugura una nuova serie di appuntamenti. Infatti l’AAB ha stipulato una convenzione quadriennale con le Accademie bresciane: in particolare la Libera Accademia di Belle Arti – LABA collaborerà con la nostra Associazione per l’edizione di quest’anno e di quella del 2019; l’Accademia Santagiulia curerà le rassegne nel 2018 e nel 2020. Questa intesa rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni che operano nel campo delle arti visive, formando, così, una rete di rapporti destinata a creare valore aggiunto e a sostenere l’esperienza delle nuove generazioni.

La mostra che inaugura questa collaborazione presenta una rassegna di fotografie preparate da venti studenti (16 ragazze e 4 ragazzi) della LABA i quali hanno interpretato il tema assegnato, Lo sguardo oltre, ognuno in modo diverso: intrigante, attuale, evocativo, provocatorio, immaginario, realistico. I venti giovani artisti ci presentano le loro sequenze di fotografie proponendoci il proprio punto di vista personale, genuino, spontaneo, talvolta avvincente, sempre suggestivo per le riflessioni e gli interrogativi che ci suscitano.

Il tema della mostra ha chiesto ai giovani fotografi di interpretare il cambiamento in atto nei luoghi della loro vita. L’argomento è stato affrontato attraverso molteplici aspetti: sociale, relazionale, ideale, introspettivo, provocatorio, utopico, spaziale, come evoluzione, scambio. Del tutto libera è stata la scelta della forma: per “cambiamento” si intende ogni variazione dei modelli culturali, dello spazio e dei comportamenti umani.

L’esposizione, che rientra nell’ambito delle iniziative di Brescia Photo Festival 2017, promosso dal Comune di Brescia, dalla Fondazione Brescia Musei e dal Macof, rimarrà aperta fino al 2 aprile con orario dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19,30. L’ingresso è libero. Il catalogo è disponibile in sede.

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OLTRE IL MITO

ALL’AAB LA MOSTRA DELLO SCULTORE FRANCESCO TRIGLIA

dal 18 febbraio all’8 marzo 2017

 

Sabato 18 febbraio 2017 alle ore 18 nella sede dell’AAB, in vicolo delle Stelle 4 a Brescia, verrà inaugurata la mostra delle opere di Francesco Triglia.

L’esposizione, dal titolo Oltre il mito, è curata da Dino Santina ed è in programma dal 18 febbraio all’8 marzo, con ingresso libero dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19,30.

Francesco Triglia è nato a Reggio Calabria nel 1951. Ha studiato presso il Liceo artistico del capoluogo calabrese, seguendo i corsi dello scultore Reginaldo d’Agostino. È toccato dal fascino della statuaria classica che conosce frequentando il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia. Nel 1970 si è trasferito a Milano, ove ha seguito le lezioni di Alik Cavaliere presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e si è diplomato in scultura. Ha intrapreso subito la libera professione. Approfondendo la ricerca sulle possibilità plastiche di materiali diversi, legni innanzitutto, ha cominciato ad allestire mostre personali e, nel contempo, ad espandere la propria ricerca verso la scultura in bronzo, approfondendo tecniche e conoscenze attinenti alla fusione. La produzione di Triglia è vasta: viene chiamato ad esporre in mostre personali in Italia e all’estero, vince importanti concorsi per la realizzazione di opere come il monumento per i carabinieri a Bolzano, il trittico dedicato ai caduti sul lavoro a San Gregorio nelle Alpi (BL), l’opera in marmo che rappresenta i donatori di sangue a Feltre (BL), la Via Crucis a Milano, la monumentale scultura per Scilla (RC), rappresentante l’omonima figura mitologica.

Il curatore Dino Santina nel saggio introduttivo del catalogo scrive: «L’AAB ospita una mostra particolarmente suggestiva di Francesco Triglia, uno scultore che si ispira alla classicità per parlare all’umanità del nostro tempo. […] Questa mostra consentirà al pubblico bresciano di conoscere un artista di talento, di grande espressività, capace di suscitare ammirazione e interesse. Insomma un’occasione importante per incontrare uno scultore che ha costruito il successo di pubblico e di critica con il talento e il lavoro di una vita intensa, di studio e ricerca che continuano incessantemente ad animare le sue opere.»

Il catalogo contiene anche un testo di Terisio Pignatti, che così descrive l’opera dell’artista: «Le opere di Triglia, spesso in equilibrio tra reale e surreale, fanno intuire l’intimo pensiero di uno scultore che tende ad estrarre dalla forma latente nel blocco plastico tutto il significato di un vero controllato da un’idea di bellezza, che sa suggerire il richiamo alla classicità che ci porta miracolosamente nella lontananza dei secoli»; e una presentazione di Paolo Levi: «Lavorando con la fusione in bronzo a cera persa, Triglia elabora un linguaggio plastico coinvolgente e personale. Le sue opere richiamano la perfezione anatomica e delle proporzioni proprie della scultura ellenica, ma se ne distaccano laddove la materia si crepa e si raggruma, come erosa dal tempo, e diventa un indizio di contemporaneità. In questo modo lo scultore trasmette ai propri lavori una suggestione di movimento, una tensione misteriosa.»

 

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