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Tutti in mostra all’AAB (on line) con la foto della vostra opera

L’emergenza che la nostra provincia e il nostro Paese stanno attraversando ha indotto l’AAB a sospendere tutte le attività in programma: corsi, mostre, conferenze. È naturalmente un atto doveroso, oltre che un gesto di responsabilità. È anche un atto doloroso per un’associazione che dal 1945 ha costantemente offerto alla città iniziative e occasioni di cultura.

Stiamo pensando a iniziative che possano celebrare la fine di questa tragica esperienza, e sulle quali speriamo di aggiornarvi quanto prima.

Nel frattempo, grazie al sostegno della Fondazione ASM, teniamo viva una presenza di arte, creatività, bellezza attraverso i social che normalmente AAB utilizza (sito: www.aab.bs.it, Instagram e Facebook). Chiediamo perciò di mandarci la foto (in bassa risoluzione) di un’opera recente (disegno, acquerello, dipinto su tela, scultura e simili).

La segreteria dell’AAB ne curerà la pubblicazione, con modalità che valuterà di volta in volta.

-        La partecipazione è gratuita.

-        Tema: L’arte bresciana ai tempi del coronavirus (sto a casa in modo attivo, condivido  la mia opera sui social tramite l’AAB).

-       La fotografia (in bassa risoluzione) dell’opera va spedita a info@aab.bs.it

 

L’invio della fotografia va corredata con:

-       Nome e cognome dell’autore

-       Titolo dell’opera

-       Tecnica (ad esempio: disegno su carta; olio su tela; carboncino su carta; tecnica mista su tela; argilla; ecc.)

-       Dimensioni dell’opera (senza considerare eventuali cornici, in cm, prima l’altezza, poi la larghezza; per le sculture anche la profondità)

Potremo così creare una galleria virtuale, una collettiva in divenire, che offra uno squarcio artistico a chi frequenta i social, una visibilità al lavoro degli artisti (e di chi si diletta con l’arte), un segno di presenza di AAB nella vita bresciana pur in momenti così difficili e complicati.

 

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Ecco le opere di chi ha già partecipato

01-parolari

Lionella Parolari – Col tempo (2019)⠀
Acrilico e collage di manifesti su tela, cm 100×70

 

02-perini

Sergio Perini – Leonessa d’Italia (2020)⠀
Acquerelllo, cm 30×40

 

03-perini

Sergio Perini – Da Wuhan all’Italia (2020)⠀
Acquerello, cm 30×40

 

04-rovinsky

Rovatinsky – L’azzurra covid 19 (2020)

Mosaico su rete, cm 30×30

 

05

Alessandra Chiesa – Stop (2020)

Tecnica mista su tela, cm 50×40

06

Alessia Todeschi, Carlo Ricchini – Cristo misericordioso (2017)

Terracotta, cm 190x120x60

 

07

Antonella Giapponesi Tarenghi – Mio padre (2020)

Carbothello su carta postalmat, cm 30×40

 

08

Davide Brivio – Sonnambulo al pianoforte (s.d.)

Olio su cartone telato, cm 65×60

 

09

G.Pietro Cacciamali – Mirror (s.d.)

Olio su legno più specchio, cm 70×80

 

10

Massimo Zuppelli – Notturno dai Carpazi (s.d.)

Olio su tela, cm 39×29

 

11

Pinuccia Nicolosi – My nest (s.d.)

Tecnica mista su tela, cm 50×70

 

12

Stefano Reale – Scala vitae (2020)

Grafite e acrilico su legno, cm 40×40

 

13

Attilio Forgioli – Van Gogh e il corvo sul campo di grano (2019)

Pastelli ad olio su carta, cm 50×70

 

14

Enzo Archetti – Frammento d’infinito (2020)

Acrilico su tela, cm 150×150

 

15

Fabiano Paterlini – Oltre (s.d.)

Tecnica mista con foglia ora e led, cm 140x90x15

 

16

Pier RobertoBassi – Mail art is a virus (2020)

Stampa digitale su carta, cm 30×21

 

17

Sonia Perrone (Sonicelart) – L’Italia sulla pelle (2020)

Grafite su carta e manipolazione digitale

 

18

Tiziana Bazzani – India festa dei colori (s.d.)

Acquerello su carta, cm 70×50

 

19

Patrizia fratus – Lo vedi (s.d.)

Tessitura, cm 100×120

 

20

Francesca Cordone @sambuconero.ars – Weird Fishes (s.d.)

Tecnica mista calce e spatola, cm 40×50

 

21

Angela Tartamella – Fragilità (s.d.)

Pastelli carbothello su carboncino ruvido, cm 70×50

 

22

Daniela Vescovi – Rebirth (2020)

Tempere acriliche su tela, cm 80×60

 

23

Elisabetta Chiudinelli – La forza (2020)

Scultura in ferro, cm 50×45

 

24

Liubov Fedoseeva – Verso la vita (2019)

Olio su tela, cm 100×70

 

25

Giulio Mancabelli – Il mio castello (s.d.)

Acrilico su tela, cm 50×70

 

26

Giuseppe De Vincenti – Casa e bouganville (2018)

Pastello su carta, cm 50×35

 

27

Giuseppe Prandelli – Risveglio (s.d.)

Tecnica mista, cm 175x60x34

 

28

Laura Massardi – Apocalisse (s.d.)

Olio e gesso su tela, cm 80×100

 

29

Laura Stoppani – Casa (s.d.)

Pirografia su pioppo massello, cm 55×43

 

30

Mariarosa Mosca – In the kitchen (s.d.)

Pastelli su carboncino nero, cm 30×20

 

31

Ornella De Rosa – Fiori in dono (s.d.)

Acrilico su tela, cm 70×100

 

32

Rolando Rovati – Paesaggio (2017)

Tecnica mista su tavola, cm 26,5×35

 

33

Sara Scamardelli – Simona2 (2020)

Olio su tela, cm 50×50

 

34

Battista Belussi (Pecovic) – Sto a casa (2020)

Acrilici su polistirolo liscio, cm 80×120

 

35

Caterina Matricardi – Abbandonata (s.d.)

Foto elaborata al computer, cm 30×30

 

36

Francesco Allegri – Samsara (2017)

Olio su carta da spolvero, cm 115×100

 

37

Gianluigi Braga – Alta Val Trompia (1999)

Olio us cartone telato, cm 40×30

 

38

Laura Zani – Flussi e maree (s.d.)

Tecnica Mista su carta, cm 100×100

 

39

Luciana Piovanelli – Lago di Garda (s.d.)

Olio su tavola trattata, cm 40×30

 

40

Ezio Melgazzi – Nulla dies sine linea (2019)

Grafite cera carta nastro su carta, cm 47,5×32,5

 

41

Gi Morandini – Speranza (2020)

Base acrilica disegno a china rielaborazione digitale, cm 45×35

 

42

Giorgio Moglia – QVA Quadro Virologico Asintomatico (2020)

Tecnica mista su tela, cm 50×50

 

43

Piero Agnetti – Giacomo (2020)

Olio su tela, cm 70×50

 

44

Daniele Carrera – Pastoie (s.d.)

Colalge e sashiko su carta, cm 21×21

 

45

Brauna Zeni – Suggestioni e momenti spensierati (s.d.)

Acrilico su tela, cm 80×100

 

46

Claudio Caffetto – Medici senza difesa (2020)

Terracotta plicroma, cm 43x23x20

 

47

Daniela Boshnakova – Amore contagioso (2020)

Acquerello, cm 42×30

 

48

Danulo Monterosso – Sintomi di felciità (2020)

Acrilico su tela, cm 50×40

 

49

Erika Battaglia – Simply Geisha (2020)

Tempera ad olio su legno, cm 150 (diametro)

 

50

Giovanna Maripicati – Vado via (s.d.)

Olio acrilico su tela, cm 70×100

 

51

Giovanni Arici – Respiro (2018)

Incisione acquatica, cm 45×45

 

52

Giusi Lazzari – Senza titolo (s.d.)

Punta secca su matrice di zinco, cm 50×35

 

53

Laura Benedetti – Covid 17 (2020)

Olio su tela, cm 100×70

 

54

Loredana Boldini – COVID 19 (2020)

Acrilico su tela, cm 60×50

 

55

Lorenzo Bacchetti – Campo di margherite (s.d.)

Tecnica mista su acquerello

 

56

Mark Sugar – La fuga del bambino (2020)

Scultura in acido polilattico estratto da mais, cm 90x30x30

 

57

Katia D’Angelo – Energia (s.d.)

Acrilico su tela, cm 100×100

 

58

Manuela Marziali – Mind (2020)

Olio su tela, cm 140×100

 

59

Cristina Spinosa – Respira (2020)

Acrilico su tela, cm 30×25

 

60

Rodolfo Garofalo – Alice e Sofia (2015)⠀
Olio su tela, cm 70×50

 

61

Dario Cattaneo – Ricordo d’Irlanda (s.d.)⠀
Olio su tela, cm 70×50
62
Vittorio Politi – Le barricate alle X giornate di Brescia (2011) – omaggio a Faustiono Ioli⠀
Olio su tela, cm 30×40
63
Vittorio Politi – Tramonto sul Garda (2014)
Olio su tela, cm 35×45
64
Antonella Giapponesi Tarenghi – Rinascita (2020)
Acrilico su tela, cm 80×80
65

Daniela Boshnakova – Ma quando giochiamo (2020)

Acquerello, cm 42×30

 

66

Elisabetta Chiudinelli – L’equilibrio (2020)

Ferro battuto su supporto in legno, cm 70×60

 

67

Giorgio Moglia – (QVS) Quadro Virologico Sintomatico (2020)

Tecnica mista su tela, cm 50×50

 

68

Lorenzo Bacchetti – Levata dei cigni (s.d.)

Tecnica mista ad acquerello

 

69

Mark Sugar – Gli strati dell’anima (2019)

Scultura in acido poliattico estratto, cm 73

 

70

Massimo Zoppelli – Il ritorno (s.d.)

 

71

Rolando Rovati – Il berretto a sonagli (2017)

Tecnica mista su tavola, cm 160×80

 

72

Rovatinsky

 

73

Sara Scaramelli – Passione (2020)

Olio su tela, cm 50×35

 

74

Sara Scaramelli – Passione (2020)

Olio su tela, cm 50×35

 

75

Lorella Facchetti – Donna naturata, l’assenso (2020)

Olio su tela, cm 150×50

 

76

Roberto Mazzoncini – Il dubbio (2019)

Olio su tela, cm 80×60

 

 

 

 

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Quando sarà possibile verrà comunicato il calendario delle mostre

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Si inaugura sabato 22 febbraio 2020 all’AAB la mostra di Silvana Lunetta. Saggio critico di Andrea Barretta

Nell’introduzione Massimo Tedeschi annota che la mostra di Silvana Lunetta ha il valore di un’antologica e di una retrospettiva. Antologica perché offre un ampio saggio della produzione di questa artista originaria di Caltanissetta – cuore della Sicilia e del profondo Sud – approdata dal 2012 a Brescia per scelta di vita familiare: ne documenta le tecniche e gli stili, i linguaggi e i materiali. Retrospettiva perché offre uno sguardo diacronico sul lungo lavoro creativo di Silvana: le prime entusiasmanti grafiche, le raffinate chine e acqueforti, per passare poi agli oli e agli acrilici dalle tonalità mediterranee, alle sorprendenti ceramiche raku, ai collage polimaterici così rutilanti di espressività degli ultimi anni, e lasciar intravedere infine il più recente ritorno a una disciplina espressiva, alla pittura da cavalletto.

Si possono indicare almeno tre nuclei tematici, tre elementi costitutivi dell’artista e della persona, tre caratteri dominanti della vita e dell’arte di questa donna del Sud.

Il primo è la terra, che erompe in molte sue opere grafiche e pittoriche.,Il secondo è il tempo: il tempo delle ere geologiche, delle vite umane, della Storia. Il succedersi delle stagioni espressive è lo specchio del tempo della vita dell’artista, ne riflette gli slanci e le cesure. Il terzo è il tema dell’incontro. L’arte di Silvana Lunetta è un condensato, un precipitato chimico e sentimentale degli incontri della sua vita, con i ragazzi in difficoltà a cui – da insegnante – ha schiuso per anni i linguaggi dell’arte, con i maestri e i classici che ha frequentato, con i compagni di militanza civile, con il marito- fotografo e artista a sua volta.

La mostra antologica di Silvana Lunetta – scrive Andrea Barretta nel saggio critico – riprende le tappe principali della sua lunga esperienza artistica. Un percorso intrapreso attraverso lo studio dell’arte arrivando a risultati che a loro volta conducono a un linguaggio espressivo nuovo, quale metafora di una ricerca esistenziale, osteggiando lo svilimento e il decomporsi della realtà contemporanea. Anziché l’immagine figurativa ecco allora l’astrazione lirica, la forza ideativa di una situazione culturale che vede la migrazione verso diversità di definizioni su tracce a volte enigmatiche, altre con pennellate cariche di colore, talora essiccato e poi frammentato, in grado di evocare pulsioni non già incontrollabili che danno la stura a un’altra rappresentazione autonoma seppur riconducibile all’informale.

Silvana Lunetta è un’artista testimone del proprio tempo che propone un divenire culturale memore dell’accompagnarsi con intellettuali quale il poeta Alfonso Campanile che le dedica un suo componimento, il francescano algerino Jean Albert Derrien, docente a Parigi, e lo scrittore siciliano Leonardo Sciascia. Poi Giacomo Baragli che la presenta in una personale a Palermo nel 1983, e Ignazio Buttitta che sul frontespizio di un suo libro le scrive una dedica, e attenzioni dallo storico dell’arte Giovanni Bonanno.

 

La mostra, con ingresso libero, è aperta dal 22 febbraio al 15 marzo 2020 tutti i giorni dalle 16 alle 19.30 (lunedì chiuso).

In sede è disponibile il catalogo

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La mostra si inaugura sabato 1 febbraio alle ore 18 e si potrà visitare fino al 19 febbraio 2020

Si inaugura all’AAB sabato 1 febbraio 2020 alle ore 18 la mostra “ATTRAVERSO I MIEI OCCHI” di Rodolfo Garofalo. Sarà visitabile, con ingresso libero, fino al 19 febbraio 2020 nei consueti orari (tutti i giorni ore 16 – 19.30 – lunedì chiuso)

Questione di punti di vista. Quello offerto da Rodolfo Garofalo nella mostra “Attraverso i miei occhi” è un punto di vista soggettivo, solido, plastico, al tempo stesso venato di poesia, incantato – persino – di fronte a ciò che la vita, l’esperienza, la storia sottopongono al suo sguardo.

Nelle sue sculture dominano le forme di cavalli ora imbizzarriti, ora in amore, ora statuari, pronti a tendere i muscoli delle loro spettacolari macchine anatomiche. Nelle sue tele si affacciano volti amici, corpi conturbanti, scene urbane, brandelli di natura e ancora cavalli, e poi momenti di sport che appartengono all’immaginario collettivo, icone che hanno fatto la nostra Storia. Ci sono infine i paesaggi delle sue città del cuore, spesso colti con uno sguardo che pare a volo radente, che è poi il punto di vista dei sognatori.

Una vita densa di impegni, studi, interessi non ha impedito a Rodolfo Garofalo di coltivare la sua passione per l’arte: una disciplina esigente, a cui egli può affidare tuttavia il suo punto di vista più autentico. Rivelarsi, insomma, a chi sa sintonizzarsi con la sua sensibilità, il suo intimo desiderio di bellezza, la sua attitudine a una contemplazione partecipe.

All’inizio in Garofalo ha prevalso l’attrazione per le forme, spesso drammatiche, che la scultura e le amate fusioni in bronzo consentono di esternare. Poi le forme hanno acquistato una scansione meno concitata: è giunto il tempo della pittura, del colore attinto gioiosamente, trattato generosamente sulla tela e generosamente offerto all’osservatore.

L’evidenza plastica dei soggetti scelti è marcata così come il segno grafico in molti lavori. Su tutto prevale però lo sguardo dell’autore. Il suo contagioso punto di vista.

 

In sede è disponibile il catalogo

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La mostra viene inaugurata sabato 11 gennaio alle 18 e si potrà visitare fino al 29 gennaio 2020. 

 

La mostra di Mino Raoul Colombo «IL PERCORSO DI MINO» è aperta – nella sede dell’AAB in vicolo delle Stelle 4 a Brescia – fino al 29 gennaio 2020, tutti i giorni (lunedì escluso) dalle 16 alle 19.30.

Mino Raoul Colombo presenta il suo Percorso all’AAB con una mostra antologica che riprende le tappe principali della sua esperienza artistica. È un po’ la metafora della sua vita. Classe 1932, laurea in Economia e Commercio, fino a pochi anni fa buon giocatore di tennis e ancora oggi discreto sciatore, fin da bambino ha il disegno nel suo dna, ma tiene tutto per sé. Almeno fino a sessant’anni quando decide di andare a scuola di pittura, prima con Gianfranco Caffi e Ugo Vinetti, quindi, dal 1994 all’AAB dove, da 25 anni, frequenta i corsi del maestro Enrico Schinetti che definisce il suo allievo ultra ottantenne “artista dentro”.

Che l’AAB sia un po’ la casa di Colombo è confermato poi dalla sua scelta di presentare, nella nostra galleria, una mostra ch’è anche una sintesi del suo ormai lungo percorso, coronato di successi di critica e di pubblico. La scelta di presentare opere che precedono le sue primissime mostre, che risalgono al 1999, e lavori degli ultimissimi tempi, dà poi alla mostra il valore di un’antologica, dunque di un bilancio.

Il percorso di Mino è tutto questo, è una piacevole avventura nell’arte del Novecento e del terzo millennio,  ma  anche l’omaggio affettuoso dell’AAB  ad un allievo, a un pittore che ha maturato una personalità artistica di notevole livello, pregevole nella tecnica, innovativo nel segno, incisivo nell’uso del colore, espressivo nel comunicare situazioni, stati d’animo, emozioni, sentimenti.

Basti, in sede di introduzione, indicare due filoni di opere emblematici dell’indagine di Colombo. Da un lato le enigmatiche figure maschili viste di schiena, l’uomo in nero il cui stato d’animo è riassunto in una data autunnale, il trench stropicciato come la vita di chi l’ha indossato: dettagli, quasi zoom, che aprono squarci di verità sulla vita. Dall’altro le vertiginose visioni dei paesaggi ripresi dall’alto, della serie Azimut: in tempi di droni e satelliti Colombo adotta una visione obliqua, non zenitale, non ortogonale ma sopraelevata e radente su un mondo drammatico, che sulla tela reclama graffi e colori foschi per essere raccontato.

In questo senso il «percorso di Mino» approda a un Meridiano che ci implica, ci inquieta e ci avvince. E che sicuramente non finisce qua. Buon percorso, Mino.

 

L’ingresso è libero.

In sede è disponibile il catalogo.

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AAB e Fondazione Casa di Dio sono lieti di presentare la mostra  L’OTTOCENTO E IL NOVECENTO NELLE COLLEZIONI ISTITUZIONALI BRESCIANE. LE OPERE D’ARTE DELLA FONDAZIONE CASA DI DIO che avrà luogo sabato 7 dicembre alle ore 18 nella sede dell’AAB in vicolo delle Stelle 4 a Brescia.

L’incontro e la collaborazione fra Associazione Artisti Bresciani e Fondazione Casa di Dio erano inevitabili, e alla prova dei fatti si sono rivelate eccezionalmente proficue.

L’AAB ha iniziato tre anni fa un percorso di studi e di mostre dedicato a L’Ottocento e il Novecento nelle collezioni istituzionali bresciane. Fondazione Casa di Dio è impegnata da tempo nel restauro, nello studio, nella valorizzazione del vasto patrimonio artistico di proprietà. L’incontro fra questi due percorsi è risultato naturale, significativo, appassionante.

Abbiamo infatti convenuto che fosse interessante proporre alla città, nei locali dell’AAB, una selezione delle opere d’arte contemporanee di proprietà di Casa di Dio, con una particolare attenzione ai ritratti dei benefattori.

In una stagione in cui la munificenza privata nei confronti di enti che si occupano di bisogni, fragilità e marginalità conosce nuove sfide, il fatto di proporre immagini che parlano di benefattori del passato rappresenta un’occasione per ricordare le radici della generosità bresciana, le sue molteplici manifestazioni, le sue lezioni per l’oggi.

La mostra resta aperta fino a mercoledì 8 gennaio 2020 con orario 16 – 19.30 dal martedì alla domenica. L’ingresso è libero.

In sede è disponibile il catalogo.

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Si inaugura sabato 16 novembre alle ore 18, resterà aperta fino a mercoledì 4 dicembre 2019.

Si inaugura sabato 16 novembre alle 18 la mostra personale di Lionella Parolari intitolata «Pluralità espressive» che resterà aperta all’AAB fino al 4 dicembre 2019.

La mostra rappresenta una nuova significativa tappa nell’attività di questa artista che, dopo un lungo impegno professionale nel settore della comunicazione e della pubblicità, da alcuni anni è tornata a coltivare la passione per l’arte manifestatasi fin dalla gioventù, coltivata con gli studi all’Istituto d’arte e all’Accademia di Brera e poi, ininterrottamente, con la frequentazione di artisti, collezioni, musei.

Lionella Parolari, sottolinea il critico d’arte Caludio Cerritelli nel testo che correda il catalogo, muove dall’esplorazione fotografica dei manifesti fotografici per poi lavorarli direttamente attraverso gli strappi. «I manifesti strappati – aggiunge Cerritelli – sono contaminati da ruggine, pulviscolo atmosferico, sostanze inquinanti, corrosioni del tempo: essi sembrano icone sfigurate senza più identità, in attesa che una nuova ipotesi estetica sappia restituirlia un’altra destinazione». È a quel punto che l’artista decide «di non appagarsi più dell’occhio fotografico e di entrare nel vivo della questione, infondendo la propria energia espressiva alle forme usurate».

Ne risulta spesso «un viaggio sulle ali della fantasia e del sogno, un’avventura che ha radici nel modo di inventare relazioni imprevedibili, racconti irreali, labirinti della memoria, evocazioni del vissuto, ma anche storie ancora da vivere».

Nelle opere di Lionella Parolari – aggiunge Cerritelli – si affacciano dunque «la memoria di viaggi in terre lontane, gli orizzonti di cielo e il profilo dei borghi, i labirinti intricati della natura, alberi e vegetazioni inserite nel tessuto urbano, icone sospese come sogni di un mondo migliore».

Lionella Parolari, scrive a sua volta il presidente dell’AAB Massimo Tedeschi nell’introduzione al catalogo, dopo il lungo impegno professionale «è tornata a dare libero corso al suo estro artistico, alla sua vena creativa, alla sua coltivata sensibilità per forme, colori, immagini». Tedeschi ricorda anche, dell’artista, «il senso acutissimo dell’arte come avventura collettiva, scambio, relazione, condivisione: non a caso da alcuni anni è impegnata intensamente nella vita dell’AAB nel ruolo di tesoriere».

Durante l’apertura della mostra, giovedì 28 novembre alle ore 18, nella sede dell’AAB, il critico d’arte Fausto Lorenzi presenterà il libro d’artista «Paesaggi che si pensano in noi» realizzato a quattro mani da Attilio Forgioli e Lionella Parolari. 

La mostra di Lionella Parolari «Pluralità espressive» è aperta – nella sede dell’AAB in vicolo delle Stelle 4 a Brescia – fino al 4 dicembre, tutti i giorni (lunedì escluso) dalle 16 alle 19.30.

L’ingresso è libero.

In sede è disponibile il catalogo.

 

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Si inaugura il 2 novembre alle 18 la mostra dei disegni di Carlo Pagani che resterà aperta all’AAB fino al 14 novembre 2019.

La Riscoperta della mano sinistra - questo il titolo della esposizione curata da Tino Bino con un allestimento inedito, frutto di un team di lavoro, architetti e imprese e pensieri innovativi – fa riferimento alla naturale tendenza dell’ingegner Pagani a usare la sinistra, inclinazione repressa da insegnanti e genitori fin da bambino. Eppure di mancini famosi, annota Massimo Tedeschi nella sua postfazione, è piena la storia da Giulio Cesare a Obama, da Kant a Bill Gates, da Senna a Pelè, da Mozart a Bob Dylan, da Raffaello a Picasso.

Così, dopo 50 anni di progetti professionali con la mano destra, il ritrovamento casuale della penna stilografica del padre – inchiostro nero Pelikan – fa nascere in Pagani il bisogno di fissare, con la mano sinistra, le emozioni di una vita  lunga e intensa.

Le opere in mostra, annota Tino Bino, sul piano simbolico, vogliono anche essere l’uso dell’arte come resistenza al disagio della vita, hanno la funzione degli aforismi sul piano letterario: atomi di pensiero, frammenti, utensili, piccole leve fondative.

Dal 2018 Carlo Pagani non disegna più, il prezioso pennino della stilografica si è rotto, nessuno è in grado di ripararlo.

Si può visitare la mostra, a ingresso libero, all’AAB in vicolo delle stelle, 4 Brescia fino al 14 novembre dalle 16 alle 19.30 (lunedì chiuso).

In sede è disponibile il catalogo.

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Sabato 12 ottobre 2019 alle ore 18 si inaugura all’AAB la mostra Figure di Angelo Bussacchini.

 

Sabato 12 ottobre 2019 alle ore 18 si inaugura all’AAB la mostra Figure di Angelo Bussacchini.

 

In questa esposizione – annota Giovanna Galli – si trova condensato il senso della recente ricerca pittorica di Angelo Bussacchini che propone “un ristretto ma eloquente gruppo di lavori di importante formato, che hanno preso forma negli ultimi anni in un progetto estetico unitario e coerente”.

Massimo Tedeschi parla di stupore e sorpresa perché Bussacchini, apprezzato autore di pitture a fresco e celebrato autore e docente della scuola bresciana di fumetti, rivela qui una sostanza pittorica ulteriore.

L’esposizione tradizionale sarà affiancata da un allestimento sonoro pensato per implementare la densità  comunicativa.

In sede è disponibile il catalogo della mostra

 

L’esposizione fa parte del progetto “Sinestesie” e può essere consultata anche online da questo link:

Figure. Angelo Bussacchini – Mostra Online

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All’AAB si inaugura sabato 21 settembre 2019 ore 18 la prima delle 3 mostre rievocative a cinquant’anni dalla sua morte.

Sabato 21 settembre 2019 alle ore 18 si inaugura in AAB la mostra Vittorio Trainini (1888-1969). L’ultimo maestro della grande decorazione.

È la prima di una rassegna in tre sezioni: le altre saranno allestite nel Museo Diocesano e nella casa dell’artista.

 

La ricorrenza del cinquantesimo anniversario della scomparsa di Vittorio Trainini (1888-1969) è parsa un’occasione significativa per ricordare questo artista che ha lasciato un segno così profondo, vasto e diffuso in tanti spazi, in tanti edifici sacri della provincia di Brescia e non solo.

Ne è risultata una mostra in tre tappe: Vittorio Trainini (1888-1969). L’ultimo maestro della grande decorazione curata da Francesco De Leonardis e Fausto Lorenzi. Ognuna delle sezioni sarà inaugurata separatamente in modo da creare un percorso esteso nello spazio e nel tempo per conoscere questo artista così rilevante per l’arte bresciana del Novecento.

 

Sabato 21 settembre 2019 alle ore 18 si inizierà con l’inaugurazione della sezione allestita presso Ia sede dell’AAB in vicolo delle Stelle 4 a Brescia (resterà aperta fino al 9 ottobre, tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 16 alle 19.30).  I visitatori di questa mostra potranno ammirare da vicino alcuni dei cartoni che Vittorio Trainini preparava per realizzare i suoi affreschi e poi disegni, progetti globali di decorazione, oli di ritratto e paesaggio.

 

Successivamente, il 28 settembre, sarà inaugurata la sezione allestita presso la casa di Vittorio Trainini a Mompiano, in via Rampinelli 12 (resterà aperta fino al 20 ottobre e sarà visitabile dal mercoledì al venerdì dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19). Qui sarà possibile ammirare alcune opere da cavalletto del Maestro e soprattutto vedere una parte di quella casa d’artista, così suggestiva e così unica, a cui Trainini lavorò per lunghi anni.

 

Infine, il 3 ottobre sempre alle ore 18, sarà inaugurata la sezione presso il Museo Diocesano in via Gasparo da Salò 13 (aperta fino al 17 novembre, sarà visitabile tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18). Qui saranno in mostra in mostra bozzetti e progetti su carte da spolvero per intagli lignei, sculture e dorature, alcuni modelletti e cartoni di affreschi in chiese bresciane oltre a quattordici bozzetti a olio delle stazioni della via Crucis oggetto di una nuova donazione al Museo stesso.

 

Le tre mostre hanno un unico catalogo con testi di Francesco De Leonardis, di Fausto Lorenzi, di Gianluigi Trainini (figlio dell’artista) e del restauratore Leonardo Gatti mentre la prefazione è

firmata congiuntamente dal presidente dell’AAB Massimo Tedeschi, dalla presidente del Museo Diocesano Nicoletta Bontempi e dallo stesso Gianluigi Trainini.

 

«Le tre mostre – scrivono Tedeschi, Bontempi e Trainini – ci pare consentano un incontro ravvicinato con l’opera dell’artista che permette di apprezzarne le fasi preparatorie, la poliedricità, la varietà di stili ma al tempo stesso la qualità sempre importante dei risultati».

«Trainini – prosegue la prefazione – amava definirsi prima di tutto un decoratore. A distanza di anni ci pare che le tre occasioni espositive, e gli importanti saggi che accompagnano questo catalogo, restituiscano il profilo di un artista totale, per la molteplicità di generi, di arti e mestieri frequentata e praticata; un artista titanico, per la quantità di lavori prodotti a cominciare dalle oltre cento chiese affrescate; un artista popolare, per la capacità di impaginare su centinaia di metri quadrati di pareti di edifici sacri un’autentica Biblia pauperum che ha educato lo sguardo e avvolto la spiritualità di quattro generazioni di bresciani; un artista liturgico avvertito, per l’attenzione sempre manifestata al tema dell’arte sacra, spesso in dialogo con maestri come monsignor Giuseppe Polvara e padre Giulio Bevilacqua; un artista impegnato, non solo per il breve periodo da consigliere comunale in rappresentanza della “sua” Mompiano, ma più in generale per la sua attività di insegnante in diverse scuole di pittura; un artista di relazioni, non già per la frequenza di salotti ma per la sua propensione a trasformare il cantiere, l’impalcatura, in spazio di collaborazione e dialogo con altri artisti».

«Crediamo insomma – concludono Tedeschi, Bontempi e Trainini – che le tre esposizioni offrano l’occasione non solo per un doveroso omaggio memoriale, ma anche per delineare l’originale contributo di Trainini nel tracciare alcune pagine importanti dell’arte bresciana del Primo Novecento e, soprattutto, nell’interpretare un possibile ruolo dell’artista nella società d’oggi».

Categoria: Mostre