Mostre


Sabato 17 giugno alle ore 18 nella sede dell’Associazione Artisti Bresciani, in vicolo delle Stelle n. 4, è stata inaugurata la mostra degli elaborati degli allievi partecipanti ai corsi di:

- pittura e grafica, ornato figura e pittura, tenuti dal maestro Enrico Schinetti,

- acquerello, tenuto dal maestro Giuseppe Gallizioli

- scultura, tenuto dal maestro Pietro Maccioni

La mostra durerà fino a mercoledì 28giugno, con il consueto orario dal martedì alla domenica, dalle ore 16 alle ore 19,30.

Nel corso della serata sono stati distribuiti a tutti i partecipanti gli attestati di frequenza, compresi quelli di storia dell’arte tenuti dalla professoressa Ida Gianfranceschi.

L’AAB tradizionalmente, fin dai tempi della sua fondazione, gestisce una scuola molto frequentata e apprezzata per la sua serietà, in cui hanno insegnato autorevoli rappresentanti dell’arte bresciana e si sono formate numerose generazioni di artisti locali.

La mostra dei lavori degli alunni dei corsi d’arte è l’occasione per loro per misurarsi con i giudizi del pubblico e per confermare la qualità a cui i corsi dell’AAB sanno portare i propri allievi.

 

Massimo Tedeschi

presidente dell’AAB

Categoria: Mostre


ALL’AAB AL VIA LA TERZA E ULTIMA SEZIONE

DI “RICOGNIZIONE”

LA MOSTRA RISERVATA AI SOCI ARTISTI

RESTERA’ APERTA DAL 3 AL 14 GIUGNO

 

Al via, sabato 3 giugno alle ore 18, la terza e ultima sezione di “Ricognizione”

Ricognizione 2016 – 2017 rappresenta la ventiduesima edizione di questo fortunato appuntamento, ormai diventato tradizione nella vita dell’Associazione Artisti Bresciani: un evento che offre l’opportunità a tutti i soci dell’Aab che lo desiderano di esporre i risultati più recenti della propria ricerca espressiva, pittorica o scultorea che sia, di confrontarsi con altri artisti, di misurarsi con i giudizi del pubblico anche in un contesto meno formale e meno impegnativo rispetto a quello di una personale.

La mostra collettiva riunisce quest’anno 45 artisti che presentano, nel complesso, 83 opere. Salgono così a 482 gli artisti che hanno esposto almeno una volta proprie opere in questa rassegna che si conferma – per continuità e longevità – un punto di riferimento per Brescia e provincia. L’alta adesione ha indotto anche stavolta a scandire l’esposizione in tre sezioni di due settimane l’una, all’interno delle quali gli artisti sono riuniti e organizzati in ordine alfabetico.

La terza e ultima sezione si aprirà il 3 giugno e sarà visitabile fino al 14 giugno, nella sede di Vicolo delle Stelle 4, secondo i consueti orari dell’Aab, dal martedì alla domenica, dalle 16 alle 19.30.

In questa sezione saranno esposte 28 opere di 15 artisti: Maurizio Marini, Livia Giovanna Marpicati, Manuela Marziali, Laura Massardi, Renato Mazza, Aurelio Nolli, Lionella Parolari, Delia Perini, Sergio Perini, Giovanni Pollini, Franco Quadrino, Stefano Reale, Fabio Speltoni, Federico Tinti, Pietro Vallone.

Il catalogo è lo strumento per vedere riunite le opere di tutte le sezioni (una o due per ogni autore) e per abbracciare con un solo sguardo la varietà della produzione dei nostri soci che comprende opere legate alla tradizione figurativa e altre di taglio più sperimentale, tele e sculture, oli e acrilici. Una varietà di stili e di generi che conferma, una volta di più, la vitalità dell’espressione artistica che in Aab trova un laboratorio, una vetrina, un luogo di confronto e approfondimento.

Confermando le novità della scorsa edizione, anche quest’anno è prevista l’esposizione dell’opera di un artista ospite. Stavolta la scelta è caduta su Romeo Bellucci (1923-2015), un artista che ha vissuto gran parte della sua vita a Gussago, un autentico cantore delle cose semplici, delle atmosfere della nostra terra, che si formò nel primissimo dopoguerra proprio ai corsi dell’Aab, tenuti da Emilio Rizzi, e poi condividendo la ricerca di altri autori come Angelo Fiessi e Bruno degli Innocenti. Maestro a sua volta, Bellucci s’è contraddistinto per il delicato paesaggismo (temi prediletti la Franciacorta e le torbiere) ma anche per le figure enigmatiche in cui si rispecchiavano i suoi interrogativi, le sue meditazioni.

Anche questa edizione di Ricognizione, poi, dà risalto al lavoro di un’artista che frequenta i corsi dell’Aab, e in particolare il corso di acquarello. La scelta del docente, il maestro Giuseppe Gallizioli, è caduta quest’anno su Romilda Tosi che ha dunque l’opportunità di esporre un proprio lavoro accanto a quelli degli altri soci, mostrando il livello raggiunto da lei personalmente e più in generale da un buon numero di partecipanti alle attività formative dell’Associazione.

 

 

 

 

 

 

Categoria: Mostre


Sabato 8 aprile alle ore 18 nella sede dell’AAB, in vicolo delle Stelle 4, verrà inaugurata la mostra Antonio, Olves, Oscar: il Novecento dei Di Prata, curata da Fausto Lorenzi. L’esposizione, che si inserisce nella serie “Curricula”, è organizzata in collaborazione con alcuni familiari dei tre Di Prata e permette di ripercorrere l’attività di tre tra le figure più rappresentative dell’arte bresciana del XX secolo.

 

I fratelli Oscar Di Prata (1910-2006) e Olves Di Prata (1912-1999) e il cugino Antonio Di Prata (1907-1952), nati e cresciuti a Brescia da famiglie originarie della località Prata in Friuli, sono stati accomunati dalla pratica artistica a livello professionale, ma hanno avuto linguaggi e percorsi molto difformi. Tutti e tre hanno lasciato tracce assai significative nel Novecento bresciano: nessuno di loro è stato vernacolare, tutti e tre si sono misurati con direttive di stile, ricerche e inquietudini nazionali o internazionali.

 

Scrive il curatore Fausto Lorenzi nel prestigioso catalogo che accompagna la mostra: «Oscar ebbe una lunghissima presenza di assoluto rilievo nella comunità bresciana per orientamenti pittorici, dibattito pubblico, intensa pubblicistica, commesse di rilievo quale prolifico frescante e creatore di vetrate di moltissime chiese bresciane. Fu anche, nei primi anni Sessanta, il primo presidente della sezione bresciana dell’Ucai, l’Unione cattolica artisti italiani, che ebbe sede espositiva alla Piccola Galleria di via Pace. In tutte le trasformazioni del suo percorso espressivo volle sempre riversare sulla tela gli scatti e i dubbi della coscienza, vivere e farci vivere segni e colori non solo come emozioni ma come sentenze morali. Il fratello Olves, soprattutto scultore, fu più appartato e reticente, anarchico e discontinuo, insofferente a qualsiasi conventicola o accademia, ma ebbe comunque ruolo non marginale e ostinate sperimentazioni nella seconda metà del secolo scorso, cercando sempre il primordiale, dall’antigrazioso alla volontà di restituire pregnanza arcaica alla scultura, dalle spigolosità postcubiste alle forme sinuose, in una interpretazione in conflitto, aspra e morbida insieme. Il cugino Antonio scomparve troppo presto a 44 anni: mantenne una sua ricerca di composta modernità figurativa, entro un naturalismo lombardo di evidenza concreta, vitale e commossa, nella ponderatezza della pennellata di placida e luminosa sobrietà sintetica con cui partecipò al clima novecentesco, in un ordine di affetti domestici e di idilli campagnoli e lacustri, distinguendosi per la temperata tensione sensoriale nella rievocazione sognante, nella corposa dolcezza.»

 

L’esposizione rimarrà aperta fino al 3 maggio con orario dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19,30. L’ingresso è libero. Il catalogo è disponibile in sede.

Categoria: Mostre


 

Dopo il successo della mostra di quadri, sculture e incisioni messe a disposizione da 22 artisti o loro eredi per sostenere l’attività dell’Aab, l’Associazione ha deciso di prolungare sul web una parte della mostra.

 

Chi lo desidera, o non ha potuto recarsi presso la sede di vicolo delle Stelle nei tre giorni dell’esposizione, ha dunque la possibilità di vedere una riproduzione dell’opera esposta, la relativa descrizione e l’indicazione dell’offerta consigliata.

 

Questa mostra “virtuale” rientra nelle iniziative messe in campo per sostenere l’Associazione e le sue iniziative artistiche, formative, culturali.

catalogo-aab-web

Con la partecipazione di Zanetti arte www.zanettiarte.com

 

foto portone

Categoria: Mostre


fronte invitoSabato 11 marzo alle ore 18 nella sede dell’AAB, in vicolo delle Stelle 4, verrà inaugurata la mostra Giovani presenze nella ricerca artistica a Brescia. Le Accademie. 1. LABA. Lo sguardo oltre, curata da Giovanna Magri e Lucrezia Di Carne. L’esposizione si inserisce nella serie “Giovani presenze”, giunta alla diciassettesima edizione: un traguardo certamente significativo dell’impegno che l’Associazione Artisti Bresciani riserva a esordienti di particolari attitudini, con le loro creazioni sperimentali e innovative.

Il 2017 presenta una novità e inaugura una nuova serie di appuntamenti. Infatti l’AAB ha stipulato una convenzione quadriennale con le Accademie bresciane: in particolare la Libera Accademia di Belle Arti – LABA collaborerà con la nostra Associazione per l’edizione di quest’anno e di quella del 2019; l’Accademia Santagiulia curerà le rassegne nel 2018 e nel 2020. Questa intesa rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni che operano nel campo delle arti visive, formando, così, una rete di rapporti destinata a creare valore aggiunto e a sostenere l’esperienza delle nuove generazioni.

La mostra che inaugura questa collaborazione presenta una rassegna di fotografie preparate da venti studenti (16 ragazze e 4 ragazzi) della LABA i quali hanno interpretato il tema assegnato, Lo sguardo oltre, ognuno in modo diverso: intrigante, attuale, evocativo, provocatorio, immaginario, realistico. I venti giovani artisti ci presentano le loro sequenze di fotografie proponendoci il proprio punto di vista personale, genuino, spontaneo, talvolta avvincente, sempre suggestivo per le riflessioni e gli interrogativi che ci suscitano.

Il tema della mostra ha chiesto ai giovani fotografi di interpretare il cambiamento in atto nei luoghi della loro vita. L’argomento è stato affrontato attraverso molteplici aspetti: sociale, relazionale, ideale, introspettivo, provocatorio, utopico, spaziale, come evoluzione, scambio. Del tutto libera è stata la scelta della forma: per “cambiamento” si intende ogni variazione dei modelli culturali, dello spazio e dei comportamenti umani.

L’esposizione, che rientra nell’ambito delle iniziative di Brescia Photo Festival 2017, promosso dal Comune di Brescia, dalla Fondazione Brescia Musei e dal Macof, rimarrà aperta fino al 2 aprile con orario dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19,30. L’ingresso è libero. Il catalogo è disponibile in sede.

Categoria: Mostre


invito 2

 

 

OLTRE IL MITO

ALL’AAB LA MOSTRA DELLO SCULTORE FRANCESCO TRIGLIA

dal 18 febbraio all’8 marzo 2017

 

Sabato 18 febbraio 2017 alle ore 18 nella sede dell’AAB, in vicolo delle Stelle 4 a Brescia, verrà inaugurata la mostra delle opere di Francesco Triglia.

L’esposizione, dal titolo Oltre il mito, è curata da Dino Santina ed è in programma dal 18 febbraio all’8 marzo, con ingresso libero dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19,30.

Francesco Triglia è nato a Reggio Calabria nel 1951. Ha studiato presso il Liceo artistico del capoluogo calabrese, seguendo i corsi dello scultore Reginaldo d’Agostino. È toccato dal fascino della statuaria classica che conosce frequentando il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia. Nel 1970 si è trasferito a Milano, ove ha seguito le lezioni di Alik Cavaliere presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e si è diplomato in scultura. Ha intrapreso subito la libera professione. Approfondendo la ricerca sulle possibilità plastiche di materiali diversi, legni innanzitutto, ha cominciato ad allestire mostre personali e, nel contempo, ad espandere la propria ricerca verso la scultura in bronzo, approfondendo tecniche e conoscenze attinenti alla fusione. La produzione di Triglia è vasta: viene chiamato ad esporre in mostre personali in Italia e all’estero, vince importanti concorsi per la realizzazione di opere come il monumento per i carabinieri a Bolzano, il trittico dedicato ai caduti sul lavoro a San Gregorio nelle Alpi (BL), l’opera in marmo che rappresenta i donatori di sangue a Feltre (BL), la Via Crucis a Milano, la monumentale scultura per Scilla (RC), rappresentante l’omonima figura mitologica.

Il curatore Dino Santina nel saggio introduttivo del catalogo scrive: «L’AAB ospita una mostra particolarmente suggestiva di Francesco Triglia, uno scultore che si ispira alla classicità per parlare all’umanità del nostro tempo. […] Questa mostra consentirà al pubblico bresciano di conoscere un artista di talento, di grande espressività, capace di suscitare ammirazione e interesse. Insomma un’occasione importante per incontrare uno scultore che ha costruito il successo di pubblico e di critica con il talento e il lavoro di una vita intensa, di studio e ricerca che continuano incessantemente ad animare le sue opere.»

Il catalogo contiene anche un testo di Terisio Pignatti, che così descrive l’opera dell’artista: «Le opere di Triglia, spesso in equilibrio tra reale e surreale, fanno intuire l’intimo pensiero di uno scultore che tende ad estrarre dalla forma latente nel blocco plastico tutto il significato di un vero controllato da un’idea di bellezza, che sa suggerire il richiamo alla classicità che ci porta miracolosamente nella lontananza dei secoli»; e una presentazione di Paolo Levi: «Lavorando con la fusione in bronzo a cera persa, Triglia elabora un linguaggio plastico coinvolgente e personale. Le sue opere richiamano la perfezione anatomica e delle proporzioni proprie della scultura ellenica, ma se ne distaccano laddove la materia si crepa e si raggruma, come erosa dal tempo, e diventa un indizio di contemporaneità. In questo modo lo scultore trasmette ai propri lavori una suggestione di movimento, una tensione misteriosa.»

 

Categoria: Mostre


AAB invito ANESSI fronte

 

Sabato 28 gennaio 2017 alle ore 18 nella sede dell’AAB, in vicolo delle Stelle 4, verrà inaugurata la mostra delle opere di Lucia Anessi (1927-2010). L’esposizione, dal titolo Una pittura emozionale, è curata da Paolo Bolpagni ed è in programma dal 28 gennaio al 15 febbraio, con ingresso libero dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19,30.

Nata a Colombaro di Corte Franca, Lucia Anessi si laureò a Milano all’Università “Luigi Bocconi” in Lingue e letterature straniere. Nel frattempo seguiva, in maniera probabilmente non regolare, alcuni corsi all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove apprese le nozioni tecniche fondamentali da Giovanni Repossi. In seguito soggiornò in Inghilterra, fu tra le poche italiane a vincere la prestigiosa borsa di studio “Fulbright” per specializzarsi negli Stati Uniti, poi si diplomò in American Culture and Applied Linguistics alla San Francisco State University. È stata una donna forte e poliedrica nelle sue attività e passioni: docente di lingua e letteratura inglese al Liceo scientifico “Annibale Calini” di Brescia, traduttrice per famose case editrici, autrice di libri di anglistica, scrittrice, poetessa, musicista per diletto (aveva studiato pianoforte sotto la guida di Agostino Orizio), nonché pittrice a tratti sorprendente, con un percorso espositivo oscillante tra il nascondimento, la passione privata e la realizzazione di un numero esiguo di mostre, spesso però di buona risonanza, non limitate all’ambito locale. Come traduttrice curò, per la Mursia di Milano, le versioni italiane di tre celebri opere del repertorio inglese romantico: la tragedia Caino di George Byron (1788-1824), il poemetto La ballata del Vecchio Marinaio di Samuel Taylor Coleridge (1772-1834) e la raccolta Miti e leggende di Alfred Tennyson (1809-1892). In tutti i casi Lucia Anessi era anche autrice dei commenti e delle note critiche e bio-bibliografiche, che documentano una conoscenza profonda e un’adesione forte e sincera alla poetica degli scrittori trattati. Un’altra impresa letteraria ragguardevole fu la realizzazione di una versione ritmica in inglese di dieci Canti di Giacomo Leopardi, resi in endecasillabi sciolti e settenari, con relativi commenti bilingui. Lucia Anessi fu anche poetessa originale: pubblicò un libro di versi nel 1963 e poi, venticinque anni dopo, una raccolta di liriche, dal titolo Ballata d’autunno.

I soggetti della pittura di Lucia Anessi sono legati in maniera pressoché esclusiva al mondo naturale: si tratta perlopiù di paesaggi, fiori, piante, cespugli, campi, montagne, cieli, con alcune incursioni nell’ambito marino. I panorami raffigurati presentano precisi riferimenti reali a luoghi individuabili, ma, nella maggior parte dei casi, sono evocazioni immaginifiche create dalla fantasia, spesso visionarie con un’assoluta libertà di tratto e di stile, che rivela un’energia impetuosa e un abbandono romantico e personalissimo, del tutto soggettivo, ai temi affrontati. Scrive Paolo Bolpagni nel saggio pubblicato sul catalogo che accompagna la mostra: «La pittura di Lucia Anessi è travolgente, generosa, ricca di estro e fantasia, piena di sfumature eppure sintetica e robusta. Più che le notazioni stilistiche, dunque, contano la comprensione e l’analisi della sua attitudine interiore, che la porta verso una poetica ben precisa, che trova più agevolmente i propri corrispettivi in campo letterario, in quei grandi scrittori inglesi tradotti e commentati con autentica passione: tanto che le migliori chiose critiche che potrebbero essere riservate alla sua arte stanno forse nelle considerazioni lasciate dalla stessa Anessi a proposito di Coleridge e Tennyson, con le ambientazioni incantate e le forze di una natura misteriosa cantate nella Ballata del Vecchio Marinaio e in Miti e leggende. La ricerca formale resta così in secondo piano, sopravanzata dalla densità di un sentire poetico che si traduce in pittura senza alcun filtro intellettualistico, con la sincerità dell’emozione e la potenza espressiva di un colore che si compone direttamente sulla tela – non c’è mai un disegno sottostante – con l’evidenza di una rivelazione del sentimento.»

Categoria: Mostre


INVITO TRAMONTA JPEG

 

Sabato 7 gennaio 2017 alle ore 18 nella sede dell’AAB, in vicolo delle Stelle 4, verrà inaugurata la mostra delle opere di Piero Tramonta. L’esposizione, dal titolo Dinamiche esplorative. Verso il colore, è curata da Dino santina ed è in programma dal 7 al 25 gennaio, con ingresso libero dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19,30.

Piero Tramonta è nato nel 1951 a Bovezzo, dove vive e lavora. Si è formato artisticamente frequentando alcuni corsi di pittura e disegno alla scuola d’arte dell’AAB. I quadri del suo primo periodo, sempre figurativi, rappresentavano paesaggi surreali nei quali i soggetti erano ora volti, ora sofferte anatomie, ora animali. La caratteristica “figurativa” dell’opera di Piero Tramonta, però, col tempo, è mutata e la ricerca artistica si è orientata nel campo della sperimentazione e dell’espressione puramente libera. A partire da quel momento il lavoro dell’artista è stato seguito con grande interesse dalla critica: dal 1987 a oggi le opere di Tramonta sono state esposte in 86 mostre personali.

Il curatore Dino Santina nel saggio introduttivo del catalogo scrive: «Questa mostra è un gradito ritorno di Piero Tramonta all’AAB, dove aveva esposto nel gennaio 2004 con Disarticol-azioni a cura di Mauro Corradini, consentendoci così di verificare il frutto della continua ricerca e innovazione dell’artista, che nel primo periodo dipingeva quadri di tipo figurativo per passare in seguito a sperimentazioni di tendenza surrealista, successivamente a opere in cui dominava il colore grigio-nero per arrivare in questi anni a una vera esplosione di colori.»

Il catalogo contiene anche un testo di Tonino Zana, che così descrive l’opera dell’artista: «Sta tra l’informale dolce e la trasgressione del reale. Si pone, di nuovo, in un punto avanzato della sua poetica artistica con una mediazione educata, in assenza di violenti distacchi, di sedizioni da nuova corrente. Piero Tramonta cammina per la sua strada, non si riconduce a una vicenda di capitolo culturale, gli piace onorare il destino di un’ispirazione, ama l’intellettualità della ricerca artistica e non si oppone a una libera emersione dell’opera.»

 

Categoria: Mostre


AAB invito Cresseri-1l

Per il virtual tour della mostra di Gaetano Cresseri visita il sito:

http://www.brixiadrone.it/virtual/AAB/CRESSERI360.htm

 

 

L’AAB è felice di trasmettere l’invito per l’inaugurazione della mostra “GAETANO CRESSERI (1870 – 1933). La grande decorazione nell’officina di un artista”, sabato 26 novembre 2016 alle ore 18. La mostra potrà essere visitata fino al 4 gennaio 2017.

Con la mostra Gaetano Cresseri (1870-1933). La grande decorazione nell’officina di un artista, che si inserisce nella serie “La memoria figurativa”, l’AAB prosegue il suo meritorio e riconosciuto impegno per la ricerca, lo studio e la presentazione di importanti artisti e di significativi aspetti dell’arte bresciana tra Ottocento e Novecento.

Cresseri fu maestro di una schiera di giovani artisti che impararono il mestiere salendo con lui sui ponteggi dei grandi cantieri. Morendo nel luglio 1933 pensò a loro, legando nel suo testamento all’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti una casa e anche parte del suo patrimonio perché si istituisse una borsa di studio per giovani artisti bisognosi; in segno di riconoscenza nel dicembre di quello stesso anno l’Ateneo gli dedicò una mostra nel Salone Vanvitelliano della Loggia, in cui venne presentata una ricca scelta di cartoni degli affreschi. Un nucleo significativo di quei cartoni è stato poi acquistato dall’Amministrazione comunale per le collezioni civiche, dove è ancor oggi custodito. Sebbene sue opere siano apparse in rassegne successive (nel 1934 alla Mostra della pittura bresciana dell’Ottocento e nel 1985 a Brescia postromantica e liberty. 1880-1915), non ci sono state più occasioni espositive per lui e la mostra che gli dedica ora l’Associazione Artisti Bresciani vuole essere un doveroso omaggio a un grande artista e protagonista della vita culturale del suo tempo a Brescia, focalizzando l’attenzione, in particolare, sul laboratorio creativo di Gaetano Cresseri nel campo della decorazione attraverso la presentazione di una serie di bozzetti, studi, disegni e fotografie che documentano l’importante ruolo da lui rivestito nell’arte bresciana tra la fine del XIX e i primi tre decenni del XX secolo.

I curatori della mostra, Luigi Capretti, Alessandra Corna Pellegrini e Francesco De Leonardis, hanno scandagliato archivi, studiato documenti, visitato gli edifici di culto e privati dell’intera provincia, i collezionisti e i depositi di musei e ora il risultato del loro intelligente e appassionato lavoro di indagine e di ricerca è messo a disposizione del pubblico. Il catalogo che accompagna la mostra presenta le opere esposte e, inoltre, propone saggi, documenta in un accuratissimo Regesto la produzione dell’artista, offre una bibliografia completa e il percorso espositivo, costituisce, insomma, un testo completo e rigoroso che diviene un riferimento obbligato per gli studiosi e gli appassionati che vogliano conoscere a fondo Gaetano Cresseri e il contesto in cui ha operato. I curatori della mostra hanno preparato i testi, mentre la redazione, con la consueta perizia, precisione e bravura, è opera di Giuseppina Ragusini e Vasco Frati.

L’AAB rivolge un doveroso ringraziamento ai curatori, a coloro che hanno redatto il catalogo, a quelli che hanno allestito la mostra e, per aver messo a disposizione  le loro opere, ai collezionisti, alla Fondazione Brescia Musei, all’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti e alla Fondazione Teatro Grande. Questo importante evento è anche l’occasione per dire grazie al Comune di Brescia, alle Istituzioni, alle Fondazioni, agli Istituti bancari che sostengono la nostra Associazione, la quale, pur attraversata da difficoltà economiche, ma grazie alla passione dei molti soci e al prezioso lavoro dei componenti degli organismi direttivi, continua a proporre iniziative e attività che, con la loro qualità e il loro rigore, arricchiscono la vita e il benessere culturali della nostra comunità.

 

Curata da Luigi Capretti, Alessandra Corna Pellegrini  e Francesco De Leonardis, questa esposizione  prosegue il meritorio e riconosciuto impegno dell’AAB per la ricerca, lo studio e la presentazione di importanti artisti e di significativi aspetti dell’arte bresciana tra Ottocento e Novecento. È un omaggio doveroso a un grande artista e protagonista della vita culturale del suo tempo a Brescia, reso possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Brescia Musei e di numerosi collezionisti privati che hanno prestato le loro opere.

Il catalogo che accompagna la mostra presenta le opere esposte e, inoltre, propone saggi, documenta la produzione dell’artista, offre una bibliografia completa, costituisce un testo completo e rigoroso per gli studiosi e gli appassionati che vogliano conoscere a fondo Gaetano Cresseri e il contesto in cui ha operato.

 

 

 

 

 

 

Categoria: Mostre


PELLICCIOLI

ALL’AAB LA MOSTRA DELLO SCULTORE SERGIO PELLICCIOLI

 

Sabato 5 novembre 2016 alle ore 18, nella sede dell’AAB in vicolo delle Stelle, 4 a Brescia verrà inaugurata la mostra delle opere dello scultore, bresciano d’adozione, Sergio Pelliccioli, dal titolo Miti e natura.

 

Sergio Pelliccioli, laureato in Architettura a Venezia, nella sua professione ha costantemente privilegiato una attenta analisi distributiva unitamente ad una ricerca plastica di effetto e, ove possibile, una interazione con opere di scultura. Ha realizzato monumenti pubblici in Italia ed all’estero. Il temperamento creativo si è manifestato sin dai primi anni di vita con la realizzazione dei suoi primi giochi: piccoli animali, soldatini, trenini per il trasporto di bestie da circo, marionette eccetera, creati con i materiali più disparati e di immediata reperibilità, quali terriccio argilloso, mastice di asfalto, tappi di sughero, filo di ferro, gesso e cera Pongo.

Lo scultore, dice di lui Fausto Lorenzi, con le terrecotte colorate e smalti sottovetrina fonde il rigore formale e volumetrico con l’intuizione immediata e viva della realtà fisica, della vitalità, reinventando una tradizione di narrativa e comunicazione popolare che può ammiccare persino a quell’enorme produzione diffusa nelle case tra ‘800 e ‘900.

 

Scrive Alessandro Pelliccioli nel catalogo: «Gli animali che mio fratello oggi raffigura sono animali feriti, straziati, offerti come vittime sacrificali, immolati, denunciati come segno tangibile di responsabilità del carnefice che è l’uomo. Ecco, allora, l’amadriade da circo, l’elefante che brandisce sanguinanti le proprie stesse zanne, il bue muschiato con tiro a segno accorpato in guisa di doloroso tatuaggio, il rinoceronte con dorso aperto e scheletro in vista, e ancora il carangide con ampie ferite e bocca dischiusa dal tratto morente, il protorinoceronte con ferita dorsale omaggio al sommo Albrecht Dürer, il babbuino lacerato, i cavalli da tiro e l’anatra volpoca con accetta inferta al dorso come prolungamento di un dolore senza fine. È una denuncia che va ben oltre il consueto allarme ecologico ed è monito all’uomo stesso e alla sua memoria biografica, perché l’animale è metafora.»

 

La mostra è inserita nella serie “Plastica” ed è in programma dal 5 al 23 novembre, con ingresso libero dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19,30.

 

Categoria: Mostre