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Mostre


Inaugurazione: sabato 20 novembre 2021 ore 18

La mostra sarà aperta fino a mercoledì 8 dicembre 2021 – orario 16 – 19.30 (lunedì chiuso)

In sede è disponibile il catalogo della mostra.

L’ingresso alla mostra è libero e gratuito con le modalità previste per la tutela della salute in materia di covid 19.

 

La società contemporanea globalizzata tende alla standardizzazione e alla omologazione planetaria delle cose e dell’individuo, ma a contrastare questa tendenza si impone l’arte con i suoi artisti, socialmente sempre scomodi, che promuovono la differenza di pensiero come valore aggiunto. A questo andamento vanno, però, sommati ora il caso sociale e l’espressività di molti talentuosi artisti “autistici”, prescelti per questa mostra, che sembrano darci un ulteriore svelamento della realtà complessa del nostro vivere. Questi sono artisti con disturbi nella relazione con l’Altro, disturbi dello spettro dell’autismo e sindrome di Asperger, un fenomeno sociale molto esteso le cui cause sono ancora non chiare. Per mostrare la peculiarità di questo universo artistico, sono stati scelti sei artisti, alcuni dei quali già riconosciuti dalla critica ufficiale, dai linguaggi espressivi estremamente differenti: Timur Ozdemir (installazione di  sculture oggettuali), Aronne Rota (video su un intervento pittorico), Daniele Bertanzetti (disegni), Roberta Biondini (disegni), Riccardo Pravettoni (fotografie) e Lisa Perini (oli su tela, scultura oggettuale e disegni digitali su light box). Queste opere sono di persone che non possono essere ritenute malate, ma dotate di una particolare conformazione mentale e psichica, con facoltà cognitive e sensitive diverse ed eccezionali. L’intento della mostra è quello di evidenziare la singolarità di ogni artista e la bellezza estetica dei singoli lavori, al fine di promuovere una loro migliore inclusione nell’ambito del mondo dell’arte.

Un ulteriore intento di questa mostra consiste nella acquisizione di una sensibilità contemporanea più consapevole di fronte all’autismo, percepito non più come un problema sociale negativo, bensì come un arricchimento dell’Essere e una riflessione sulla “biodiversità” umana, da valorizzare come risorsa.

 

Alcune opere in mostra

Daniele Bertanzetti - inchiostro a penna su carta

Daniele Bertanzetti – inchiostro a penna su carta

Lisa Perini - Natura morta con leggio

Lisa Perini – Natura morta con leggio

Ricky Pravettoni - La freccia

Ricky Pravettoni – La freccia

Roberta Biondini - Come foglie sull'acqua

Roberta Biondini – Come foglie sull’acqua

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La mostra “All’aria aperta” – all’AAB fino al 17n novembre 2021 – non è solo la traduzione del francese “En plein air” (un modo di dipingere, di calarsi nel paesaggio, di respirarne i colori) ma racchiude uno stile di vita e un metodo di riflessione artistica, un certo modo di guardare la natura e di dipingerla. La pittura di questo artista è intessuta di meditazione: la Natura governa il destino dell’uomo che proietta sulla sua rappresentazioni emozioni, sogni, difficoltà e speranze; certamente il segno assieme al colore sono la vocazione di Abeni e con esso la giusta rappresentazione del suo talento.

In mezzo alla straripante offerta di colori che l’entroterra gardesano sa offrire, Abeni predilige gli arbusti anonimi, l’erba selvatica che vigoreggia ai bordi delle strade, i prati incolti e gli intrichi arborei, la natura marginale e gli stagni appartati. Un trionfo di verde, dunque. Vengono poi le nevicate dove “la riflessione e il silenzio” si fanno più alti e profondi. Abeni sa cimentarsi anche con gli affocati colori dell’estate, e un grande albero sul limitare di un prato diviene tema ricorrente nelle accensioni delle stagioni più luminose.

I canneti, le sterpaglie, i filari di alberi e le pinete innescano nell’artista accostamenti cromatici interiori, inattesi, spiazzanti: scatta una riduzione all’essenziale della scala cromatica, prima di tutto mentale. Vivendo e dipingendo “all’aria aperta” si accende, in Abeni, una sintonia misteriosa e magica con la natura. E i nostri sguardi, intinti alla sua tavolozza e guidati dalla sua mano sapiente, lo accompagnano. In un’avventura che si rinnova e che emoziona.

L’ingresso alla mostra è libero e gratuito con le modalità previste per la sicurezza in materia di covid 19.

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La terza sequenza di RICOGNIZIONE viene inaugurata sabato 16 ottobre 2021 ore 18

Torna – dopo un anno di sosta forzata – uno degli appuntamenti più tipici e più amati della vita di AAB: la mostra dei soci la cui longevità indica il successo di questa rassegna, come pure la sua importanza nella vita di un’associazione che nel turbinoso anno 2020 ha tagliato il traguardo dei 75 anni di attività.

La mostra collettiva riunisce quest’anno 45 artisti che presentano, nel complesso, 89 opere. Una partecipazione che ci conforta e che conferma quanto gli artisti, dopo un anno e mezzo di rallentamento e sospensione dell’attività espositiva a causa della pandemia, hanno voglia di tornare a incontrare il proprio pubblico e di farlo nello spazio storico rappresentato dalla “Sala del Romanino” dell’AAB.

L’alta adesione ci ha indotto – per dare adeguato spazio a tutti – a scandire anche stavolta l’esposizione in tre sequenze, all’interno delle quali gli artisti sono riuniti e organizzati in ordine alfabetico (a partire, per il 2021, dalla lettera M per estrazione), con inaugurazione alle ore 18 di sabato 18 settembre, 2 e 16 ottobre 2021.

Anche quest’anno è prevista l’esposizione di alcune opere di un artista ospite. La scelta è doverosamente caduta sul compianto Nino Fortunato Vicari (che scelse un nome d’arte arioso e lieve: Refolo). Fu presidente dell’AAB nel lontano 1954 e la famiglia ha generosamente donato alla nostra Associazione alcune opere di Mario Refolo che rappresentano una bellissima pagina di arte bresciana.

È innegabile che vedere riunite le opere di tanti nostri soci artisti è segno di un rinnovato slancio e indica quanta vitalità l’AAB sappia esprimere, quante forme d’arte sappia offrire a Brescia.

Con questo evento prende avvio la collaborazione di AAB con BPER Banca, sponsor dei più significativi eventi della stagione 2021 – 2022 della Associazione Artisti Bresciani. In proposito il Direttore Regionale Brescia di BPER Banca, Maurizio Veggio, ha dichiarato: “Siamo estremamente soddisfatti di poter sostenere la venticinquesima edizione di RICOGNIZIONE, la mostra collettiva organizzata dall’Associazione Artisti Bresciani. Per BPER Banca questa operazione rappresenta una scelta precisa che considera la promozione della cultura come un fattore decisivo di sviluppo economico e sociale. E’ anche da questo settore , infatti, che passa la ripartenza del nostro Paese, sia a livello territoriale, sia a livello nazionale. BPER Banca – prosegue Veggio – vuole interpretare fino in fondo il significato di ‘Responsabilità sociale d’impresa’ ed è convinta che sia un proprio dovere restituire alla collettività parte del valore che crea, investendo nella cultura e in tutti gli ambiti che incidono in modo significativo sul benessere delle persone e sullo sviluppo dei territori”.

L’ingresso alla mostra è gratuito con le modalità previste per la sicurezza in materia di covid 19.

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Sabato 4 settembre 2021 alle ore 18 inaugurazione all’aperto in vicolo delle stelle, 4 Brescia (è possibile visitare l’esposizione nel rispetto delle norme per la tutela della salute in materia di covid 19).

La mostra rimane aperta fino al 15 settembre 2021 dal martedì alla domenica ore 16 – 19.30

 

Di seguito, le presentazioni delle artiste che esporranno i propri lavori.

Presentazioni-delle-autrici

Adriana Buggino

Come a tanti bimbi, anche a me piaceva disegnare e colorare. Nel tempo questa passione non mi ha mai lasciata. La cosa strana: mi son sempre ed esclusivamente dedicata alla pittura ad acquarello. Sì, certo ho provato il disegno a matita, ho provato a dipingere 1 tela ad olio e 1 in acrilico. Anche il pastello. Ma appunto, ho provato un’unica volta; queste tecniche non mi “parlavano”. Però la pittura ad acquarello mi “urlava” ed è sempre stato un universo da esplorare, ogni nuova costellazione cromatica sfreccia direttamente nell’anima.  Ho iniziato a dipingere ad acquarello all’età di 15 anni. (Oggi ne ho 61).

Così è nata la tecnica DCLA : Dipingere Con L’Acqua. Giuste quantità d’acqua e di pigmento offrono la gioia di effetti unici e irripetibili. Ingredienti e tempi diversi di interazione possono fare la differenza, ma la principale protagonista è sempre l’acqua nel suo fluire naturale e imprevedibile. DCLA è diventato uno spazio condiviso in cui si riconoscono sempre più acquarelliste e acquarellisti di diversa provenienza e realtà, uno spazio dove la passione per l’acquarello viene condivisa, può crescere e dove si può continuare a imparare.  Ho promosso e partecipato a numerose mostre e mantenuto attivo un confronto con numerosi artisti a livello nazionale e internazionale. Ringrazio tutte e tutti i miei allievi, tutti coloro che mi hanno accompagnata nel tempo a sviluppare questa tecnica, ad allargare questo spazio: senza di loro DCLA non ci sarebbe stato.

 

Donatella Corrias

Ho 51 anni e ho iniziato a seguire Adriana Buggino quasi 13 anni fa. Non avevo mai preso i pennelli in mano, ma sentivo che dovevo “tirare fuori” una parte di me imbrigliata da tempo. I dipinti a olio di mia madre e i suoi disegni con i gessetti mi facevano sognare, ma non ho mai avuto il coraggio di cimentarmi; ero troppo occupata da studi che nulla avevano a che fare con la creatività. Conoscere Adriana e il suo modo di dipingere, attraverso un video su YouTube, mi ha permesso di aprire una finestra su un mondo nuovo, magico dove esistiamo solo io e il colore.

Quando pensavo di sospendere tutto per problemi familiari e lavorativi, Adriana mi ha proposto il gruppo di Calvisano, più vicino alle mie esigenze. La ringrazio di questa occasione: mi sono integrata immediatamente e ho avuto la possibilità di confrontarmi con serenità e di crescere con persone garbate, aperte che condividono la mia stessa passione.

Ogni tanto dipingo con i pastelli morbidi, ma è solo con l’acquarello che riesco a reinterpretare la realtà e a esprimermi liberamente, fuori dalle convenzioni, dove si perde la traccia e la si ritrova, dove gli errori, come insegna Adriana, possono essere un’opportunità, dove le trasparenze, le fusioni tra i colori nascondono forme che attendono di emergere.

 

Giulia Migliorati

Sono nata a Carpenedolo 59 fa, e vivo a Calvisano (BS). Ho sempre amato i colori, fin da piccola. A quel tempo risale il ricordo del regalo più gradito fra quelli ricevuti: una scatola di colori! Dopo aver sperimentato varie tecniche, nel 2009 ho incontrato Adriana Buggino e mi sono avvicinata all’arte dell’acquarello. Il magico fluire dell’acqua e del colore mi ha conquistata subito e coinvolta appassionatamente. Con Adriana ed un gruppo di amiche ho sperimentato un percorso che colloco a metà strada tra l’arte e le pratiche di rilassamento. L’acquarello mi permette di lasciarmi andare, di far tacere la volontà di avere tutto sotto controllo, di assaporare il magico scorrere dei colori, dei pensieri, della natura da rappresentare; il tutto fuso in una variopinta tavola colorata. Dipingendo, mi ritrovo spesso a vedere le cose sotto un punto di vista diverso: più aperto e per questo migliore!

Sono felice di attivarmi ogni volta per favorire l’incontro con le amiche acquarelliste nella cornice di Calvisano.

 

Oriella Savoldi

Ho incontrato l’acquarello in seconda elementare grazie ad una maestra che, anticipando i tempi, desiderava per le sue alunne una scuola non autoritaria, a misura delle bambine che eravamo. Lei mi ha traghettato in un mondo fertile di colori e bellezza, la cui frequentazione da quasi sessant’anni accompagna i miei giorni alleggerendoli della pesantezza che la vita spesso riserva. L’acquarello per me è gratitudine verso di lei e verso le maestre che ho riconosciuto nel mio percorso, in particolare Maria Teresa Piantanida, Shoko Okomura, Delfina Lusiardi, Adriana Buggino, e verso le amiche e gli amici con i quali condivido quest’arte. L’acquarello è incontro con me stessa, nel silenzio dell’acqua che scorre sulla pagina bianca prima dell’incanto del colore. E’ passione, è una pratica condivisa in amicizia sull’onda di un lascito del femminismo che ha permesso a molte donne di riconnettersi, di incontrarsi, di coltivare e condividere le rispettive passioni, riconoscendo il di più di ciascuna. Di nutrire in libertà la rispettiva espressione di sé, artistica e non solo, favorendo nel contempo l’intreccio di quel tessuto sociale generativo di pacifica e civile convivenza, improntandolo di colore e bellezza.

In anni recenti ho partecipato a mostre ed eventi a sostegno di campagne di solidarietà a cui devolvere il ricavato dalla vendita delle mie opere.

 

Paola Gorini

Già in età adulta mi sono iscritta ad un corso di disegno, olio e acquarello proposto dalla maestra Liana Ferrari a Remedello, il paese dove vivo. Con lei ho sperimentato la pittura a olio e ho appreso l’arte dell’acquarello, che da subito ho sentito essere l’espressione che andavo cercando. Lei ha sostenuto la mia ricerca anche quando, mossa dal desiderio di approfondimento e dopo aver visitato la mostra di Ida Tentolini (acquarellista di Casalmaggiore), ho deciso di affidarmi a quest’ultima, seguendo i suoi insegnamenti per quasi un anno. Nel confronto con stili diversi ho potuto avvicinarmi e affinare il mio stile, appassionandomi sempre più all’arte dell’acquarello. Un’arte che per me è immediatezza, è essere lì, interamente, anima e corpo, nell’istante in cui le emozioni prendono colore sulla carta. Mi commuove, mi esalta il contatto del colore con l’acqua, riservandomi ogni volta delle sorprese, serenità e senso di libertà.

Attraverso una amica acquerellista, Erika, in anni recenti ho incontrato Adriana Buggino e, colpita dal suo stile grazie alle opere esposte in una mostra a Calvisano, ho iniziato una frequentazione che continua anche oggi, nutrendomi delle sue generose indicazioni.

 

Pinuccia Brini

Sono nata a Rovato nel 1954 e, da quanto posso ricordare, sono sempre stata attratta dai colori, dal disegno senza che, all’inizio, avessi mai frequentato corsi. Ho cercato l’acquarello perché sentivo che mi corrispondeva, mi piaceva. Questa ricerca mi ha portato ad Adriana, nel 2009. Insieme a lei ho percorso questi anni di passione e scoperte sull’incontro fra i colori e l’acqua sulla carta. Mi piace guardare cosa succede sulla carta, quando ogni pigmento si comporta in modo diverso. Mi piace dipingere in gruppo, sentire il silenzio magico che si crea in me, ma insieme alle altre, agli altri. Sono orgogliosa di far parte di un gruppo di amiche appassionate e di percorrere un pezzo di strada assieme condividendo la scoperta allegra, gioiosa e impegnativa di questa modalità espressiva.

In anni recenti ho partecipato a corsi proposti da Adriana con Erwin Kastner, noto acquarellista austriaco e dei bravissimi Viktoria e Slava Prischedko, acquarellisti ucraini. Ho attivato con amiche acquarelliste laboratori di acquarello rivolti a classi di bambini di 9-10 anni, presso l’Istituto Comprensivo di Calvisano, e con bambini di 7-10 anni, nell’ambito di Grest estivi.

Ho curato mostre a tema come le cascine della campagna del paese, gli scorci che esso offre e, a sostegno della battaglia per la sua difesa, il fiume Chiese. 

 

Rina Salvetti

Ho sempre amato disegnare. Il mio primo approccio è stato il disegno a matita con la maestra Katia Santoro, nel 2008 in un corso da lei proposto a Ghedi. Non molti anni fa ho desiderato provare altre tecniche e l’amica Giulia mi ha orientato verso gli insegnamenti di Adriana. Non nascondo che l’impatto con l’acquarello è stato, per me, traumatico. Passare da una tecnica come quella del disegno, dove ogni tratto è preciso e sotto controllo, all’acquarello dove nell’incontro fra colore e acqua sulla carta tutto può succedere rendendo inattendibile qualsiasi risultato immaginabile a priori, mi ha riservato delusioni e talvolta un senso di sconfitta scoraggiante. Procedendo, tuttavia, ho avvertito che una volta incontrato, l’acquarello, non si può abbandonare. L’incertezza cui espone diventa una sfida intrigante. Come la vita stessa. Mi piace molto! E’ una festa, soprattutto, quando mi ritrovo a dipingere insieme ad altre. Dopo la mostra con Katia Santoro ho partecipato a diverse mostre collettive, a Salò e presso la Galleria Mimesis di Calvisano.

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Si inaugura sabato 26 giugno 2021 alle ore 18 all’aperto all’AAB in vicolo delle stelle, 4 Brescia la mostra “FABRIZIO GANDI MIGRANTES VIAGGIO TRA SOGNO E SOFFERENZA”. 

 

La mostra sarà visitabile – nel rispetto delle norme anti-covid – fino a domenica 18 luglio 2021 (dal martedì alla domenica con orario 16 – 19.30).

 

Lì, dove le immagini televisive non sono più capaci di emozionare, ebbene, a quel punto soltanto l’arte può ancora perturbare e sommuovere sentimenti, rivelare l’essenza di una tragedia umana e storica. L’arte di Fabrizio Gandi con la sua mostra di scultura “Migrantes. Viaggio tra sogno e sofferenza” – come osserva Giovanna Galli nel saggio introduttivo – assume i contorni di un’unica grande installazione, di un racconto compatto e allucinato in cui le scene topiche dell’esodo, dalla partenza alla morte nel deserto, dalla gabbia di violenza al gommone, dalla rete di frontiera al naufragio, sono altrettante stazioni di una via crucis che non sfigurerebbe in un tempio moderno.

La mostra è accompagnata da un catalogo che, oltre al saggio critico di Giovanna Galli e la riproduzione di tutte le opere esposte, contiene contributi di Alfredo Bonomi e Franco Valenti.

 

 

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Si inaugura sabato 5 giugno 2021 alle ore 18 all’aperto all’AAB in vicolo delle stelle, 4 Brescia la mostra “STUDI D’ARTISTA. ATELIER DI ARTISTI BRESCIANI NELLE IMMAGINI DEL FOTOSTUDIO RAPUZZI”. 

L’evento rientra tra le iniziative della IV edizione del Photofestival – Brescia “Patrimoni”.

La mostra riunisce una sessantina di immagini che Marco e Matteo Rapuzzi hanno scattato negli studi di artisti bresciani, alcuni dei quali scomparsi recentemente. Gli scatti documentano gli ambienti in cui avviene l’atto creativo, ma anche il gesto di pittori e scultori intenti alle loro opere, come pure dettagli rivelatori di tanti e diversi modi di intendere il “fare arte”.

In sede è disponibile il catalogo con introduzione di Giovanna Galli e la riproduzione di tutte le immagini esposte.

La mostra resta aperta, con ingresso libero e nel rispetto delle norme anti covid, fino al 23 giugno 2021 dal martedì alla domenica con orario 16 – 19.30.

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Si inaugura sabato 15 maggio 2021 alle ore 18 all’aperto all’AAB in vicolo delle stelle, 4 Brescia la mostra “Lievi suggestioni. Acquerelli” di Aldina Baboni e Loredana Vettor.

 

L’ AAB riapre, finalmente! proponendo una bella mostra di acquerelli di due brave artiste bresciane.

“Una vocazione – annota M. Tedeschi nella introduzione al catalogo – non c’è modo diverso per definire il rapporto fra Aldina Baboni e la chiamata alle arti che ha contrassegnato tutta la sua vita”. Sono una trentina i suoi acquerelli esposti; in essi, scrive D. Santina, “l’artista, attraverso linee, colori, toni raggiunge una sicura efficacia espressiva che dà a chi li osserva un’impressione di bellezza”. M.V. Burder riconosce a Aldina “la serenità d’affezione nel sorprendere un boschetto di ulivi, una mandria transumante, una marina minacciata dal temporale, oppure gli angoli più riposti di una propria intimità domestica”.

Loredana Vettor è stata insegnante di Disegno e Storia dell’Arte; dopo aver sperimentato diverse tecniche artistiche, frequenta i corsi all’AAB del maestro Gallizioli e si dedica all’acquerello. Come scrive M.V. Burder nell’introduzione, la nostra artista “ha traversato la propria ispirazione pittorica, sempre legata alla supremazia del vibratile, alla mutevolezza del mondo visibile”. Di fronte ai lavori della Vettor, G. Giove parla di leggerezza, di gesto lieve, essenziale, decisivo; R. Rovati, nella scelta dei temi di Loredana, scorge “una varietà di ispirazione creativa che trascende lo stimolo esterno”.

 

La mostra resta aperta, con ingresso libero e nel rispetto delle norme anti covid, fino al 2 giugno 2021 dal martedì alla domenica con orario 16 – 19.30.

In sede è disponibile il catalogo della mostra

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Si inaugura sabato 12 dicembre 2020 alle 18 on line l’anteprima della mostra NINY  MANZIANA MODELLA E MUSA. GHIDONI, BERTOLOTTI E L’ARTE BRESCIANA FRA OTTO E NOVECENTO.

Il VIDEO DELL’ANTEPRIMA ONLINE è disponibile CLICCANDO QUI

Alcune delle opere che saranno in mostra si possono vedere qui, su Facebook all’indirizzo https://www.facebook.com/associazioneartistibresciani/ e su Instagram all’indirizzo https://www.instagram.com/associazioneartistibresciani/

Non appena sarà possibile la mostra sarà aperta al pubblico, in presenza, all’AAB in vicolo delle stelle a Brescia.

La mostra, curata da Luigi Capretti e da Francesco De Leonardis, è corredata da un prezioso fondamentale catalogo ed è stata fortemente voluta dall’AAB e rappresenta un elemento di novità e al tempo stesso di continuità nell’azione culturale che l’associazione svolge da tempo.

La novità è legata al fatto che al centro dell’evento espositivo non c’è, per una volta, un artista o una stagione dell’arte bresciana ma c’è una modella. Un volto, un corpo, un’anima che si sono offerti come soggetto a molti artisti, alimentando in loro una passione, un’affinità, una consonanza di sentimenti davvero rari. Una vera e propria musa, dunque, che ha ispirato i lavori di diversi artisti mossi da accenti diversi ma ugualmente legati a questa singolare figura femminile.

Ad esempio, vuole la tradizione, non documentata ma suffragata anche dal confronto fisionomico, che per la figura femminile allegorica, intesa come l’Arte mistica o come la Musa ispiratrice, del monumento al Moretto di Domenico Ghidoni, collocato nella piazzetta antistante la Pinacoteca di Brescia, abbia posato Niny Manziana. Figlia di Carlo Manziana, generoso animatore della vita culturale cittadina e pittore di qualità, Niny era nata nel 1872. Attraverso gli amici del padre, che frequentavano la sua casa, fin da giovane era venuta in contatto con gli esponenti del mondo artistico bresciano.  Tra gli altri, aveva avuto modo di conoscere Domenico Ghidoni, che per lei realizzò una lunga serie di ritratti in vari momenti della sua vita. Erano lavori commissionati dal padre Carlo Manziana che trovava così il modo di aiutare economicamente Ghidoni che, affascinato dalla sua vivacità intellettuale e dalla sua bellezza, la idealizzò in diverse figure femminili presenti nella sua opera. Lo scultore la elesse, in senso lato, a propria musa ispiratrice e non stupisce che, in un rispecchiamento allusivo, abbia scelto il suo volto per rappresentare la musa, tutta spirituale, del Moretto.

 

Alcune delle opere in mostra:

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È stato sottoscritto il Patto di Collaborazione fra Comune di Brescia e AAB – Associazione Artisti Bresciani. L’atto, firmato dall’assessore al Patrimonio Valter Muchetti e dal presidente dell’AAB Massimo Tedeschi, ha la durata di quindici anni ed ha per oggetto la gestione condivisa e la rigenerazione dello stabile di vicolo delle Stelle 4, di proprietà comunale e sede da oltre un ventennio dell’AAB.

Con l’atto, sottoscritto alla presenza del direttore dell’AAB Dino Santina, AAB si assume la “manutenzione, conservazione e valorizzazione” dell’immobile adiacente alla chiesa dei Miracoli che comprende, a piano terra, il salone del Romanino.

Nell’ambito del Patto di Collaborazione, che prevede la gratuità della concessione dell’immobile, AAB si impegna a costituire “un polo artistico-culturale cittadino, partendo dallo sviluppo delle attività già svolte dall’AAB, che sia aperto alla cittadinanza e che segua una linea di conduzione condivisa tra la stessa AAB ed il Comune”.

L’assessore Valter Muchetti ha espresso apprezzamento per la presenza di AAB nella vita culturale e civile cittadina: “Il Patto di collaborazione – ha osservato fra l’altro l’assessore – è uno strumento che consente di valorizzare parti del patrimonio municipale mettendole a disposizioni di realtà vive, che interagiscono con la società bresciana. Con la recente mostra ‘Rigenerazioni’ e con le attività garantite anche in momenti molto difficili per la città – ha aggiunto Muchetti – AAB ha confermato di rappresentare una realtà molto attiva e profondamente partecipe delle vicende cittadine”.

Il presidente Massimo Tedeschi ha a sua volta ricordato la storica collaborazione fra l’Associazione Artisti Bresciani e il Comune di Brescia: “Una collaborazione che ha contribuito ad arricchire Brescia di opportunità culturali, corsi d’arte, mostre di grande rilievo artistico, occasioni di studio, dibattito e confronto. Una collaborazione che grazie al nuovo Patto trova una nuova cornice, condivisa e carica di promettenti sviluppi”.

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Si inaugura sabato 17 ottobre 2020 alle ore 18 all’AAB in vicolo delle stelle, 4 Brescia la mostra “Sergio Perini. Acquerelli 2001 – 2020″.

 

La passione che Sergio Perini riversa in ogni aspetto della sua vita personale e professionale – scrive Giovanna Galli nella introduzione del catalogo – sembra amplificarsi, se possibile, nella sua attività di acquerellista. Una particolare sensibilità, unita alla curiosità dell’uomo in incessante ricerca di se stesso, e l’innata predisposizione per l’espressione artistica lo hanno indirizzato presto ad approfondire lo studio di diverse tecniche.

Negli anni Settanta, approfondendo lo studio della pittura ad olio, aveva frequentato i corsi serali organizzati da AAB sotto la guida dei maestri Primo Tinelli, Giuseppe Bergomi e Giuseppe Gallizioli. Da quest’ultimo, titolare del seguitissimo corso di acquerello dell’Associazione, è ritornato tre anni fa per affinare l’esercizio di questa pratica, così spontanea e insieme complessa, che pare essere la più congeniale al suo desiderio di “esprimere in modo emozionale il mio modo di sentire nell’hic et nunc”.

 

Si tratta, per la maggior parte degli acquerelli di Sergio Perini, di veri e propri appunti collezionati nei suoi numerosi viaggi riempiendosi gli occhi delle bellezze di una natura e di una cultura uniche, che riverberano le atmosfere tipiche dei paesaggi contemplativi della sua migliore tradizione artistica, ma che allargano l’orizzonte anche sul presente.

Lo sguardo di Sergio Perini sa penetrare nella sostanza delle cose, i suoi acquerelli sono una delle vie che ha scelto di percorrere per portarla in evidenza: la via della leggerezza, della luce, del colore.

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