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Vittorio Trainini. L’ultimo maestro della grande decorazione


All’AAB si inaugura sabato 21 settembre 2019 ore 18 la prima delle 3 mostre rievocative a cinquant’anni dalla sua morte.

Sabato 21 settembre 2019 alle ore 18 si inaugura in AAB la mostra Vittorio Trainini (1888-1969). L’ultimo maestro della grande decorazione.

È la prima di una rassegna in tre sezioni: le altre saranno allestite nel Museo Diocesano e nella casa dell’artista.

 

La ricorrenza del cinquantesimo anniversario della scomparsa di Vittorio Trainini (1888-1969) è parsa un’occasione significativa per ricordare questo artista che ha lasciato un segno così profondo, vasto e diffuso in tanti spazi, in tanti edifici sacri della provincia di Brescia e non solo.

Ne è risultata una mostra in tre tappe: Vittorio Trainini (1888-1969). L’ultimo maestro della grande decorazione curata da Francesco De Leonardis e Fausto Lorenzi. Ognuna delle sezioni sarà inaugurata separatamente in modo da creare un percorso esteso nello spazio e nel tempo per conoscere questo artista così rilevante per l’arte bresciana del Novecento.

 

Sabato 21 settembre 2019 alle ore 18 si inizierà con l’inaugurazione della sezione allestita presso Ia sede dell’AAB in vicolo delle Stelle 4 a Brescia (resterà aperta fino al 9 ottobre, tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 16 alle 19.30).  I visitatori di questa mostra potranno ammirare da vicino alcuni dei cartoni che Vittorio Trainini preparava per realizzare i suoi affreschi e poi disegni, progetti globali di decorazione, oli di ritratto e paesaggio.

 

Successivamente, il 28 settembre, sarà inaugurata la sezione allestita presso la casa di Vittorio Trainini a Mompiano, in via Rampinelli 12 (resterà aperta fino al 20 ottobre e sarà visitabile dal mercoledì al venerdì dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19). Qui sarà possibile ammirare alcune opere da cavalletto del Maestro e soprattutto vedere una parte di quella casa d’artista, così suggestiva e così unica, a cui Trainini lavorò per lunghi anni.

 

Infine, il 3 ottobre sempre alle ore 18, sarà inaugurata la sezione presso il Museo Diocesano in via Gasparo da Salò 13 (aperta fino al 17 novembre, sarà visitabile tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18). Qui saranno in mostra in mostra bozzetti e progetti su carte da spolvero per intagli lignei, sculture e dorature, alcuni modelletti e cartoni di affreschi in chiese bresciane oltre a quattordici bozzetti a olio delle stazioni della via Crucis oggetto di una nuova donazione al Museo stesso.

 

Le tre mostre hanno un unico catalogo con testi di Francesco De Leonardis, di Fausto Lorenzi, di Gianluigi Trainini (figlio dell’artista) e del restauratore Leonardo Gatti mentre la prefazione è

firmata congiuntamente dal presidente dell’AAB Massimo Tedeschi, dalla presidente del Museo Diocesano Nicoletta Bontempi e dallo stesso Gianluigi Trainini.

 

«Le tre mostre – scrivono Tedeschi, Bontempi e Trainini – ci pare consentano un incontro ravvicinato con l’opera dell’artista che permette di apprezzarne le fasi preparatorie, la poliedricità, la varietà di stili ma al tempo stesso la qualità sempre importante dei risultati».

«Trainini – prosegue la prefazione – amava definirsi prima di tutto un decoratore. A distanza di anni ci pare che le tre occasioni espositive, e gli importanti saggi che accompagnano questo catalogo, restituiscano il profilo di un artista totale, per la molteplicità di generi, di arti e mestieri frequentata e praticata; un artista titanico, per la quantità di lavori prodotti a cominciare dalle oltre cento chiese affrescate; un artista popolare, per la capacità di impaginare su centinaia di metri quadrati di pareti di edifici sacri un’autentica Biblia pauperum che ha educato lo sguardo e avvolto la spiritualità di quattro generazioni di bresciani; un artista liturgico avvertito, per l’attenzione sempre manifestata al tema dell’arte sacra, spesso in dialogo con maestri come monsignor Giuseppe Polvara e padre Giulio Bevilacqua; un artista impegnato, non solo per il breve periodo da consigliere comunale in rappresentanza della “sua” Mompiano, ma più in generale per la sua attività di insegnante in diverse scuole di pittura; un artista di relazioni, non già per la frequenza di salotti ma per la sua propensione a trasformare il cantiere, l’impalcatura, in spazio di collaborazione e dialogo con altri artisti».

«Crediamo insomma – concludono Tedeschi, Bontempi e Trainini – che le tre esposizioni offrano l’occasione non solo per un doveroso omaggio memoriale, ma anche per delineare l’originale contributo di Trainini nel tracciare alcune pagine importanti dell’arte bresciana del Primo Novecento e, soprattutto, nell’interpretare un possibile ruolo dell’artista nella società d’oggi».

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