Sabato 9 maggio 2026 alle ore 18, nella sede dell’AAB-Associazione Artisti Bresciani, in vicolo delle Stelle 4, si inaugura la mostra “Gerevini tipografo grafico pittore” che resterà aperta fino a mercoledì 27 maggio. La mostra è stata promossa e curata da Mario Caprioli, Ottavio Castellini, Alberto Cavati, Paolo Micheli e Roberto Scolari, amici ed ex colleghi dell’artista che viene ricordato in questa retrospettiva.
Fausto Lorenzi, che cura il saggio critico nel catalogo, invita a leggere nelle opere di Gerevini “il senso dell’esistenza di costanti di verità e bellezza basate sulla interrelazione tra forme primarie e colori secondo precisi ritmi modulari, come in una partitura musicale”. In parallelo, nelle opere traspare “la lunga avventura nell’ambito dell’arte concreta, nell’organizzazione degli elementi primari della lingua pittorica: figure geometriche assoggettate a una rigorosa disciplina, nell’esecuzione di una partitura ritmica sempre più illimpidita, ma sottoposte a continue peripezie e ribaltamenti”.
l'artista
Martino Gerevini (1933-2010) è stato per oltre vent’anni direttore della Tipografia F. Apollonio & C. di Brescia e ha ricoperto incarichi di rilievo nell’Associazione Artisti Bresciani, prima come consigliere e poi come vicepresidente a fianco di Vasco Frati. Gerevini ha anche messo a disposizione la sua maestria professionale ideando e codificando la linea grafica di AAB tuttora in uso, il layout dei cataloghi, la tavola dei colori, conferendo all’Associazione una immagine chiara e riconoscibile.
Gerevini è stato anche un pittore affermato, e nella lunga sequenza di mostre personali spiccano quelle ospitate da AAB nel 1986, 1996 e 2008. La mostra propone opere che vanno dagli anni Settanta del Novecento al 2010, l’anno della improvvisa e prematura scomparsa di Gerevini. Si tratta di quadri astratti ispirarti a composizioni geometriche, nonché da giochi di numeri e di lettere, caratterizzati da colori luminosi e ritmi amichevoli. Maestri e riferimenti per Gerevini sono stati Bruno Munari e l’argentino Hugo De Marco, decisiva la lezione di Mondrian e Kandinskij.
Gerevini tipografo grafico pittore
Sabato 9 maggio 2026 alle ore 18, nella sede dell’AAB-Associazione Artisti Bresciani, in vicolo delle Stelle 4, si inaugura la mostra “Gerevini tipografo grafico pittore” che resterà aperta fino a mercoledì 27 maggio. La mostra è stata promossa e curata da Mario Caprioli, Ottavio Castellini, Alberto Cavati, Paolo Micheli e Roberto Scolari, amici ed ex colleghi dell’artista che viene ricordato in questa retrospettiva.
Fausto Lorenzi, che cura il saggio critico nel catalogo, invita a leggere nelle opere di Gerevini “il senso dell’esistenza di costanti di verità e bellezza basate sulla interrelazione tra forme primarie e colori secondo precisi ritmi modulari, come in una partitura musicale”. In parallelo, nelle opere traspare “la lunga avventura nell’ambito dell’arte concreta, nell’organizzazione degli elementi primari della lingua pittorica: figure geometriche assoggettate a una rigorosa disciplina, nell’esecuzione di una partitura ritmica sempre più illimpidita, ma sottoposte a continue peripezie e ribaltamenti”.
l'artista
Martino Gerevini (1933-2010) è stato per oltre vent’anni direttore della Tipografia F. Apollonio & C. di Brescia e ha ricoperto incarichi di rilievo nell’Associazione Artisti Bresciani, prima come consigliere e poi come vicepresidente a fianco di Vasco Frati. Gerevini ha anche messo a disposizione la sua maestria professionale ideando e codificando la linea grafica di AAB tuttora in uso, il layout dei cataloghi, la tavola dei colori, conferendo all’Associazione una immagine chiara e riconoscibile.
Gerevini è stato anche un pittore affermato, e nella lunga sequenza di mostre personali spiccano quelle ospitate da AAB nel 1986, 1996 e 2008. La mostra propone opere che vanno dagli anni Settanta del Novecento al 2010, l’anno della improvvisa e prematura scomparsa di Gerevini. Si tratta di quadri astratti ispirarti a composizioni geometriche, nonché da giochi di numeri e di lettere, caratterizzati da colori luminosi e ritmi amichevoli. Maestri e riferimenti per Gerevini sono stati Bruno Munari e l’argentino Hugo De Marco, decisiva la lezione di Mondrian e Kandinskij.