Sabato 10 gennaio 2026 alle ore 18:00, presso la sede dell’Associazione Artisti Bresciani sarà inaugurata la mostra “Beppe Ricci – Strappi alla regola. Opere inedite 1967-1974”, che resterà in esposizione fino a mercoledì 28 gennaio.
La mostra presenta una selezione di opere inedite realizzate tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta, anni in cui questa ricerca prende forma in modo radicale. Gli “strappi” evocati nel titolo non sono soltanto gesti formali, ma veri e propri atti di rottura nei confronti delle regole consolidate, che si traducono in una pratica aperta alla sperimentazione materica, alla tensione segnica e a una libertà compositiva non pacificata. Le opere esposte restituiscono il clima di quel periodo, segnato da inquietudini, aperture e conflitti, e mostrano come la pratica artistica diventi spazio di confronto critico con la realtà.
Il catalogo della mostra presenta una introduzione a due mani, curata dal presidente dell’Associazione Artisti Bresciani Massimo Tedeschi e dal presidente dell’Associazione Amici dell’AAB Dino Santina. Curatore dell’esposizione Fausto Lorenzi, che firma un ampio saggio critico dedicato alla produzione di Beppe Ricci negli anni Sessanta e Settanta. Il testo ripercorre i principali nodi della sua ricerca, soffermandosi sul rapporto tra segno, materia e sperimentazione formale, e collocando le opere esposte all’interno del clima culturale e artistico di quegli anni, segnati da profonde trasformazioni e tensioni creative.
La mostra sarà visitabile nella sede di AAB in vicolo delle Stelle, 4 a Brescia dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19.30, dove sarà inoltre disponibile il catalogo.
L’ingresso alla mostra è libero e gratuito.
l'artista
Beppe Ricci è stato una figura significativa della ricerca artistica bresciana tra gli anni Sessanta e Settanta. Attivo in una stagione di forte sperimentazione, ha sviluppato un linguaggio in dialogo con le principali avanguardie del tempo, concentrando la propria ricerca sul rapporto tra segno, materia e gesto. Il suo lavoro si inserisce nel clima di profonda trasformazione culturale di quegli anni, in cui la pratica artistica diventa uno spazio di interrogazione critica della realtà e dei suoi linguaggi.
Strappi alla regola. Opere inedite 1967-1974
Sabato 10 gennaio 2026 alle ore 18:00, presso la sede dell’Associazione Artisti Bresciani sarà inaugurata la mostra “Beppe Ricci – Strappi alla regola. Opere inedite 1967-1974”, che resterà in esposizione fino a mercoledì 28 gennaio.
La mostra presenta una selezione di opere inedite realizzate tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta, anni in cui questa ricerca prende forma in modo radicale. Gli “strappi” evocati nel titolo non sono soltanto gesti formali, ma veri e propri atti di rottura nei confronti delle regole consolidate, che si traducono in una pratica aperta alla sperimentazione materica, alla tensione segnica e a una libertà compositiva non pacificata.
Le opere esposte restituiscono il clima di quel periodo, segnato da inquietudini, aperture e conflitti, e mostrano come la pratica artistica diventi spazio di confronto critico con la realtà.
Il catalogo della mostra presenta una introduzione a due mani, curata dal presidente dell’Associazione Artisti Bresciani Massimo Tedeschi e dal presidente dell’Associazione Amici dell’AAB Dino Santina. Curatore dell’esposizione Fausto Lorenzi, che firma un ampio saggio critico dedicato alla produzione di Beppe Ricci negli anni Sessanta e Settanta. Il testo ripercorre i principali nodi della sua ricerca, soffermandosi sul rapporto tra segno, materia e sperimentazione formale, e collocando le opere esposte all’interno del clima culturale e artistico di quegli anni, segnati da profonde trasformazioni e tensioni creative.
La mostra sarà visitabile nella sede di AAB in vicolo delle Stelle, 4 a Brescia dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19.30, dove sarà inoltre disponibile il catalogo.
L’ingresso alla mostra è libero e gratuito.
l'artista
Beppe Ricci è stato una figura significativa della ricerca artistica bresciana tra gli anni Sessanta e Settanta. Attivo in una stagione di forte sperimentazione, ha sviluppato un linguaggio in dialogo con le principali avanguardie del tempo, concentrando la propria ricerca sul rapporto tra segno, materia e gesto. Il suo lavoro si inserisce nel clima di profonda trasformazione culturale di quegli anni, in cui la pratica artistica diventa uno spazio di interrogazione critica della realtà e dei suoi linguaggi.