Biografia
Nelle sue opere sta nei mezzi espressivi e nel fondamento dell’astrattismo geometrico che sono la linea e il colore, e come forma il rettangolo, e in ogni punto si può trovare qualcosa di coinvolgente, nell’uso dei colori primari: giallo, blu, rosso. Assembla linee, dunque, in cui non è più individuabile un riferimento imitativo, nell’azzeramento della figura e nel tentativo – riuscito – di dare immagini mediate dalla prospettiva del colore, e dal rapporto che intercorre con il piano, tra spazio e profilo, come per un caleidoscopio da cui trarre quell’ispirazione che fu apripista ai più innovativi gruppi artistici del secondo Novecento. Adriana Pullio, scrive il critico d’arte Andrea Barretta, “lo fa per empatia, nell’essere artista che è la sua stessa esistenza. E ne rappresenta l’indipendenza e al contempo l’accessibilità per crescere in un panorama europeo e non solo, e allontanarsi sempre più da assetti negativi, guardando alla sperimentazione di quanti sentivano l’urgenza – alcuni il dovere – di attuare quel nuovo tipo di arte, tra entusiasmi pittorici e provocazioni, oppure semplificazioni quale l’ordine della geometria”.
In questa Milano d’avanguardie Pullio traccia la sua strada, certa che per gli artisti e per l’arte la componente dell’estro è soltanto quella sostenuta dalla cultura, pur in eventi non scevri da condizionamenti e legami politici, sociali e intellettuali, che erano alla base dell’attività creativa negli anni centrali del Novecento. E, continua Barretta, “vive il colore, connesso a una luce atmosferica, come necessità per aggettivare un proprio linguaggio creativo che instancabilmente modula in rapporti con la sua stessa vita, inesauribile nella carica artistica che intreccia attraversamenti sapienziali in proiezioni contemporanee della storia dell’arte e dell’estetica come sensibilità, che hanno corroborato i suoi studi, in circostanze e situazioni che ha saputo cogliere nel corso di anni pregni di stimoli e progressivi moltiplicatori filologici come per delle stagioni da fissare sulle tele”. Molte le sue mostre personali e collettive in tutta Italia dal 1962 ad oggi.
Bibliografia
- “Adriana Pullio”, catalogo Galleria Ciovasso di Milano, ottobre 2008, pp. 50
- “Adriana Pullio”, catalogo Galleria Scoglio di Quarto, Milano, febbraio 2017, pp. 50
- “L’infinito nelle geometrie di Adriana Pullio”, a cura e di Andrea Barretta, ed ab/arte, Brescia, aprile 2018, pp 108, presente nella biblioteca del Metropolitan Museum di New York.
